Scoperta rara sepoltura del X secolo contenente i resti di un nobile con i suoi animali

Una rara sepoltura a camera in legno, risalente al X secolo, sta offrendo agli archeologi nuovi indizi sui rapporti tra la Rus' medievale e il mondo scandinavo.

Scoperta rara sepoltura del X secolo contenente i resti di un nobile con i suoi animali

La tomba, scoperta nel sito archeologico di Gnezdilovo, vicino a Suzdal, in Russia, conteneva i resti di un uomo di alto rango insieme a un cavallo, un cane e numerosi oggetti legati alla vita militare ed equestre. La scoperta è avvenuta durante gli scavi condotti nel cimitero medievale di Gnezdilovo. Secondo l’Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze, la camera funeraria si trovava a circa un metro di profondità e misurava 3,1 per 2,7 metri. All’interno della struttura gli archeologi hanno rinvenuto lo scheletro di un uomo che aveva tra i 25 e i 35 anni al momento della morte. Accanto a lui erano presenti i resti di un cavallo e di un cane, una combinazione che suggerisce l’importanza attribuita al ruolo del defunto e al suo status sociale. Il corredo funerario comprendeva un’ascia da battaglia, un coltello di ferro, staffe e altri elementi dell’attrezzatura per l’equitazione. Gli archeologi hanno inoltre recuperato un pettine in osso e una spilla d’argento a forma di ferro di cavallo, rinvenuta vicino al collo dell’uomo. La presenza di armi e accessori equestri, insieme alla particolare struttura della sepoltura, indica che l’uomo apparteneva probabilmente all’élite della comunità.

Le tombe a camera in legno rappresentano una forma di sepoltura particolarmente significativa per comprendere i rapporti tra la Rus’ di Kiev e il Nord Europa. Nel corso del X secolo, pratiche funerarie di questo tipo si diffusero nei territori della Rus’, con evidenti collegamenti con le tradizioni scandinave. Si tratta però di una tipologia di tomba rara. Secondo i ricercatori, nell’area della Russia occidentale erano state precedentemente identificate soltanto circa 80 sepolture a camera medievali. La scoperta di Gnezdilovo è quindi particolarmente importante anche per la sua conservazione. Il tetto della struttura lignea era crollato all’interno della camera, ma molti elementi della sepoltura sono rimasti riconoscibili.

Un altro aspetto della scoperta riguarda il luogo in cui è stata effettuata. Le precedenti tombe a camera conosciute erano state individuate soprattutto nei principali centri urbani della Rus’ di Kiev. Il ritrovamento di una sepoltura di questo tipo a Gnezdilovo suggerisce che l’area di Suzdal potesse avere un ruolo politico e militare molto più importante di quanto ipotizzato in precedenza. Durante la stessa campagna archeologica sono state scoperte complessivamente 15 sepolture. La maggior parte erano semplici fosse funerarie, mentre altre presentavano tumuli di terra. Le tombe femminili contenevano, tra gli altri oggetti, anelli d’argento e collane con perle di cristallo di rocca; quelle maschili erano più frequentemente associate ad armi e attrezzature per cavalli. La tomba di Gnezdilovo non rappresenta soltanto la sepoltura di un singolo guerriero. Il suo corredo e la struttura della camera contribuiscono a ricostruire una società nella quale tradizioni locali, influenze scandinave e nuove forme di organizzazione politica convivevano.

La presenza di un cavallo e di un cane, insieme alle armi e all’equipaggiamento equestre, restituisce inoltre un’immagine concreta dell’élite militare della Rus’ nel X secolo. Gli archeologi ritengono che la scoperta possa rafforzare l’ipotesi secondo cui Suzdal fosse già allora un importante centro di controllo politico, militare e amministrativo dei territori nord-orientali della Rus’. La rara tomba a camera potrebbe dunque rappresentare una delle testimonianze più interessanti della posizione occupata dalla regione all’interno delle reti di potere e di scambio che collegavano la Rus’ medievale al mondo scandinavo.

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Lucia Petrone
Lucia Petrone

Studentessa di Lingue e Letterature straniere presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionata di scienza e culture straniere, scrivo su Scienze Notizie dal 2021.