I relitti giapponesi di Chuuk ospitano batteri che potrebbero degradare il petrolio

La ricerca dell’Università del Pacifico meridionale, pubblicata su Marine Pollution Bulletin, ha identificato 1.505 classificazioni batteriche. Lo studio non ha verificato se i microrganismi consumino davvero il carburante.

Qualcosa di strano vive nel vecchio carburante che fuoriesce dai relitti della Seconda guerra mondiale

Nei carburanti fuoriusciti da due relitti giapponesi della Seconda guerra mondiale nella laguna di Chuuk, in Micronesia, i ricercatori hanno identificato batteri appartenenti a 1.047 generi e 1.505 classificazioni a livello di specie. Tra questi ci sono microrganismi di gruppi che comprendono specie note per degradare gli idrocarburi, i composti del petrolio. La scoperta suggerisce che i relitti possano ospitare batteri utili al biorisanamento, cioè l’impiego di microrganismi per rimuovere contaminanti dall’ambiente. Lo studio, però, non ha verificato se i batteri stiano davvero degradando il carburante.

La ricerca è stata guidata dalla microbiologa Awei Bainivalu dell’Università del Pacifico meridionale, nelle Figi, ed è stata pubblicata su Marine Pollution Bulletin. Il gruppo ha analizzato il carburante rimasto per decenni nella petroliera Shinkoku Maru e nella Kiyosumi Maru, un’ex nave passeggeri e da carico convertita per il servizio militare. I ricercatori hanno esaminato sia la composizione chimica dei campioni sia le comunità batteriche presenti nel carburante e, per la Shinkoku Maru, nell’interfaccia tra petrolio e acqua marina.

La laguna di Chuuk, allora nota come atollo di Truk, ospitava la principale base navale giapponese nel Pacifico meridionale. Nel 1944, i raid aerei statunitensi dell’operazione Hailstone devastarono la base e lasciarono decine di relitti sul fondale. In tutta la laguna si trovano circa 200.000 tonnellate di detriti navali sommersi. Tra i relitti del Pacifico della Seconda guerra mondiale si contano circa 330 petroliere e navi cisterna, alcune delle quali continuano a rilasciare carburante. La corrosione apre nuove fessure negli scafi e nei serbatoi, trasformando le navi in fonti persistenti di inquinamento. Un altro relitto della Seconda guerra mondiale sta provocando un disastro ambientale in Belgio. Gli idrocarburi possono formare «palle di catrame» e danneggiare habitat marini delicati, oltre a incidere sulla pesca.

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I due relitti studiati rilasciano carburanti diversi: olio combustibile medio dalla Shinkoku Maru e olio combustibile pesante dalla Kiyosumi Maru. Questi prodotti variano per composizione, viscosità e altre proprietà, caratteristiche che possono influenzare quali batteri riescono a vivere al loro interno. Le analisi chimiche hanno confermato la presenza di miscele complesse di idrocarburi, noti per la loro tossicità per la vita marina. Il carburante più leggero della Shinkoku Maru conteneva più composti aromatici volatili; quello più pesante della Kiyosumi Maru era invece particolarmente ricco di idrocarburi persistenti.

C’è qualcosa di strano che vive nel vecchio carburante che fuoriesce dai relitti della Seconda guerra mondiale
Un sub esplora la Kiyosumi Maru.
Motoki Kurabayashi/Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Per identificare i microrganismi, il gruppo ha sequenziato il DNA dei campioni. Ha rilevato batteri appartenenti a 42 phyla, 107 classi, 249 ordini, 432 famiglie e 1.047 generi, oltre a 1.505 classificazioni a livello di specie. I Proteobacteria erano il gruppo nettamente dominante. Tra i generi individuati figurano Ralstonia, Sphingomonas e Corynebacterium, che comprendono specie capaci di usare gli idrocarburi come fonte di carbonio ed energia.

C’è qualcosa di strano che vive nel vecchio carburante che fuoriesce dai relitti della Seconda guerra mondiale
Un sub esplora il relitto della Shinkoku Maru ricoperto di coralli.
montereydiver/Flickr, CC BY 2.0

La presenza di questi batteri, tuttavia, non dimostra che stiano consumando il petrolio nei relitti. Un indizio che il carburante contribuisca a selezionare le comunità microbiche viene dal campione della Shinkoku Maru: i batteri all’interfaccia tra petrolio e acqua erano diversi da quelli presenti nel solo carburante. Questo suggerisce che condizioni differenti favoriscano microrganismi diversi, ma serviranno ulteriori studi per capire quali fattori siano coinvolti e se il metabolismo degli idrocarburi abbia un ruolo.

«Nonostante la tossicità di questi idrocarburi per gli ecosistemi marini e la salute pubblica, sia l’olio combustibile sia l’interfaccia tra acqua marina e petrolio ospitavano una comunità batterica diversificata», scrivono i ricercatori. «La presenza di taxa noti per essere associati agli idrocarburi evidenzia una comunità strutturata attorno a un’esposizione prolungata agli idrocarburi».

Secondo gli autori, «i risultati indicano che gli oli combustibili dei relitti della Seconda guerra mondiale sono serbatoi naturali di batteri capaci di degradare gli idrocarburi» e offrono una base per orientare future ricerche sulle possibili applicazioni del biorisanamento nella regione del Pacifico.

C’è qualcosa di strano che vive nel vecchio carburante che fuoriesce dai relitti della Seconda guerra mondiale
Barili che si ritiene fossero usati per conservare il petrolio a bordo della Kiyosumi Maru, affondata nella laguna di Chuuk.
Brandi Mueller/Moment Video RF/Getty Images

Fonte: sciencealert.com

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