Le due piccole lune di Marte, Phobos e Deimos, continuano a rappresentare uno dei misteri più interessanti del Sistema solare. Nonostante decenni di osservazioni, gli scienziati non hanno ancora stabilito con certezza come si siano formate. Per trovare nuove risposte, la missione spaziale giapponese MMX punta a raccogliere campioni da Phobos e riportarli sulla Terra. Le due lune furono scoperte dall’astronomo Asaph Hall nel 1877. Hanno forme irregolari e caratteristiche differenti: Phobos è più grande e si sta avvicinando lentamente a Marte, mentre Deimos è più piccola e si allontana dal pianeta.
Gli scienziati valutano principalmente due ipotesi sulla loro origine. Secondo la prima, un grande impatto su Marte avrebbe espulso materiale poi aggregatosi fino a formare le lune. La seconda ipotesi suggerisce invece che siano asteroidi catturati dalla gravità marziana. Finora, però, nessuna delle due spiegazioni riesce a chiarire tutti i dati disponibili. La missione MMX analizzerà la superficie, la composizione chimica e i minerali di Phobos. Un piccolo rover, chiamato Idefix, esplorerà il terreno e aiuterà a individuare i punti più adatti per raccogliere campioni. La sonda studierà anche Deimos durante il viaggio. Il materiale raccolto potrebbe contenere tracce di Marte antico oppure sostanze provenienti da asteroidi. Gli scienziati cercheranno inoltre molecole organiche e amminoacidi, elementi importanti per comprendere le condizioni che potrebbero favorire la vita. I risultati potrebbero quindi aiutare a ricostruire la storia di Marte e l’evoluzione del Sistema solare.


