Il cambiamento climatico corre più velocemente dell’evoluzione naturale e mette a rischio alcuni degli ecosistemi più preziosi del pianeta. Dagli imponenti alberi di sequoia della California alle praterie sottomarine, gli scienziati stanno cercando nuove strategie per aiutare le specie ad adattarsi alle trasformazioni ambientali. Una delle più promettenti è la genomica della conservazione, una disciplina che studia il patrimonio genetico degli organismi per individuare le caratteristiche utili alla sopravvivenza. La tecnica viene già sperimentata sulle barriere coralline, devastate dalle ondate di calore marine. Analizzando il DNA dei coralli, i ricercatori cercano colonie naturalmente più resistenti alle temperature elevate, con l’obiettivo di favorirne la riproduzione.
In California, il gruppo di Todd Michael, ricercatore del Salk Institute, sta applicando lo stesso approccio alla zostera marina, una pianta fondamentale per la biodiversità costiera e per l’assorbimento del carbonio. Gli studiosi hanno individuato un ibrido capace di resistere meglio alle condizioni di scarsa illuminazione nelle acque torbide di Mission Bay. Anche le sequoie sono al centro delle ricerche. Dopo decenni di disboscamento e incendi sempre più intensi, gli scienziati studiano i loro geni per individuare caratteristiche legate alla resistenza alla siccità e al caldo. La genomica, tuttavia, non rappresenta una soluzione definitiva. Gli esperti ricordano che proteggere una singola specie non significa salvare un intero ecosistema. La priorità resta ridurre le emissioni di gas serra e contrastare il riscaldamento globale.


