Scoperte affascinanti sulle impronte di dinosauri in Canada
Un incredibile percorso di impronte risalente al tardo Cretaceo, situato in Canada, ha rivelato tracce di almeno nove dinosauri appartenenti a quattro specie diverse. Tra queste, due impronte sono attribuibili a grandi tirannosauri, che potrebbero aver influenzato i movimenti degli altri dinosauri presenti nella zona. Questo aspetto rimane un mistero, ma la presenza di diverse specie di prede che si muovono in gruppo è decisamente più certa. I vantaggi del comportamento di branco, ben documentati in molte specie animali contemporanee, sembrano estendersi anche ai dinosauri. Infatti, le specie tendono a raggrupparsi con i propri simili, il che non solo aumenta le opportunità di accoppiamento, ma favorisce anche la lealtà tra individui della stessa specie. Inoltre, migliora le probabilità di muoversi a velocità simili, aumentando così le chance di sfuggire ai predatori.
Il comportamento di branco nei dinosauri e nelle moderne migrazioni
Un esempio emblematico di questo comportamento si osserva nelle moderne migrazioni di zebre e gnu, che viaggiano insieme per aumentare le loro possibilità di sopravvivenza contro i leoni e altri predatori. Ora, sembra che anche durante l’era dei dinosauri potesse verificarsi un fenomeno simile. Tuttavia, con un solo esempio isolato a disposizione, non possiamo affermare con certezza se tale comportamento fosse un’eccezione o una prassi comune. Il dottor Phil Bell, ricercatore dell’Università del New England, ha condiviso la sua esperienza: “Ho raccolto ossa di dinosauro nel Dinosaur Provincial Park per quasi 20 anni, ma non avevo mai prestato particolare attenzione alle impronte”. Questo dimostra quanto sia complesso il nostro rapporto con la storia dei dinosauri e le loro interazioni.

Impronte di dinosauri e il loro significato ecologico
Le ripide pendici e l’erosione rapida del sito patrimonio dell’umanità dell’UNESCO in Alberta, Canada, hanno prodotto solo un numero limitato di impronte, tra cui alcune di hadrosauridi e una di un tirannosauride. Tuttavia, Bell ha descritto un momento di grande interesse: “Questo bordo di roccia aveva l’aspetto di fango schiacciato tra le dita dei piedi, e sono stato subito intrigato”. Questo bordo ha rivelato l’impronta di un dinosauro ceratopsiano, un genere erbivoro noto per le sue grandi frange e corna. Scavando un’area di 29 metri quadrati, sono state scoperte 13 impronte attribuibili ad almeno cinque ceratopsiani. Accanto a queste, sono state rinvenute tre impronte di due grandi tirannosauri, insieme a una traccia lasciata da un piccolo dinosauro teropode o da un uccello. Bell ha commentato: “Le impronte dei tirannosauri suggeriscono che stessero osservando il branco”. Questo suggerisce un comportamento predatorio che merita ulteriori studi.
Le interazioni tra diverse specie di dinosauri
Tra le impronte lasciate dai ceratopsiani, ne compaiono due di una specie molto diversa, il che solleva ulteriori interrogativi. Sebbene l’identificazione non sia definitiva, Bell e i suoi coautori ipotizzano che possano appartenere a un ankilosauride. L’allineamento e la distanza delle impronte suggeriscono che questo animale si stesse muovendo in compagnia dei ceratopsiani. Questo ricorda le tracce di Ruopodosaurus clava, un icnotasson noto per le sue impronte, ma non associato a resti ossei. La grande domanda rimane se tutti questi animali seguissero un percorso comune per motivi simili, o se viaggiassero insieme come parte di una consuetudine. Gli autori osservano che si ritiene che le migrazioni in Africa traggano vantaggio dalla presenza di diverse specie, poiché le variazioni nella sensibilità visiva, olfattiva e uditiva massimizzano le possibilità di rilevare un predatore in tempo.
Nuove scoperte e opportunità di ricerca
Le impronte dei tirannosauridi non sono state associate a nessuna delle specie le cui ossa sono state rinvenute nel parco, né a un icnotasson specifico. Grazie a nuove immagini di ricerca, i ricercatori sono stati in grado di scoprire diversi altri siti di impronte all’interno del variegato terreno del parco. Queste scoperte promettono di fornire ulteriori informazioni su come queste affascinanti creature interagissero tra loro e si comportassero nel loro ambiente naturale. “È stato incredibilmente emozionante camminare sulle tracce dei dinosauri 76 milioni di anni dopo che le hanno lasciate”, ha dichiarato il dott. Brian Pickles dell’Università di Reading. Lo studio è disponibile in PLOS ONE, offrendo così l’opportunità a un pubblico più ampio di esplorare queste scoperte straordinarie. Per ulteriori dettagli, puoi leggere il comunicato stampa dell’Università di Reading o il comunicato stampa dell’Università di Macquarie.

