Rischi dei Vulcani Dormienti: Perché Monitorarli è Cruciale

Scopri l'importanza del monitoraggio dei vulcani inattivi e i rischi globali.

Il Rischio dei Vulcani Dormienti

Il rischio di un disastro vulcanico su scala globale è particolarmente elevato nei confronti di vulcani che, apparentemente dormienti e poco monitorati, si trovano in angoli remoti del pianeta. Questi vulcani, spesso trascurati dalla comunità scientifica e dal grande pubblico, possono eruttare con una frequenza sorprendente. In aree geografiche come il Pacifico, il Sud America e l’Indonesia, si stima che un’eruzione possa verificarsi ogni sette-dieci anni da vulcani privi di una storia eruttiva documentata. Le conseguenze di tali eventi possono rivelarsi inaspettate e di portata globale, con impatti devastanti su popolazioni e ambienti circostanti.

Esempi di Eruzioni Recenti

Un esempio emblematico di questa realtà è rappresentato dal vulcano Hayli Gubbi, situato in Etiopia, che ha eruttato per la prima volta nella storia conosciuta nel novembre 2025, un periodo che abbraccia almeno 12.000 anni. Questa eruzione ha lanciato colonne di cenere fino a 8,5 miglia di altezza, con materiale vulcanico che ha raggiunto il territorio dello Yemen e ha invaso lo spazio aereo del nord dell’India. La colonna di cenere del vulcano Hayli Gubbi ha toccato i 45.000 piedi, segnando un evento di straordinaria intensità in un vulcano che era rimasto inattivo per millenni. Questo evento sottolinea l’importanza di monitorare anche i vulcani meno noti.

Il Caso del Vulcano El Chichón

Non è necessario risalire lontano nel tempo per trovare un altro esempio emblematico. Nel 1982, il vulcano messicano El Chichón, poco conosciuto e non monitorato, ha eruttato in modo esplosivo dopo secoli di silenzio. Questa serie di eruzioni ha colto di sorpresa le autorità locali: valanghe di roccia, cenere e gas hanno devastato vaste aree di giungla, bloccando fiumi, distruggendo edifici e facendo cadere cenere fino in Guatemala. Il bilancio umano è stato tragico, con oltre 2.000 vittime e 20.000 sfollati, rendendo questo evento il peggior disastro vulcanico del Messico in epoca moderna. La storia di El Chichón evidenzia la necessità di una maggiore attenzione verso i vulcani meno monitorati.

Investimenti nella Vulcanologia

Nonostante queste esperienze, gli investimenti globali nella vulcanologia non sono aumentati in modo proporzionale ai rischi. Attualmente, meno della metà dei vulcani attivi è oggetto di monitoraggio, e la ricerca scientifica continua a concentrarsi in modo sproporzionato su un numero ristretto di vulcani noti. Ad esempio, ci sono più studi pubblicati sul solo vulcano Etna rispetto a tutti i 160 vulcani di Indonesia, Filippine e Vanuatu combinati. Queste aree rappresentano alcune delle regioni vulcaniche più densamente popolate del pianeta e, al contempo, tra le meno comprese. È fondamentale aumentare gli sforzi di ricerca e monitoraggio per garantire la sicurezza delle popolazioni vulnerabili.

La Global Volcano Risk Alliance

Per affrontare questa problematica, io e i miei colleghi abbiamo recentemente fondato la Global Volcano Risk Alliance, un’organizzazione benefica dedicata alla preparazione per eruzioni ad alto impatto. Collaboriamo con scienziati, responsabili politici e organizzazioni umanitarie per mettere in evidenza i rischi trascurati, rafforzare le capacità di monitoraggio dove sono più necessarie e supportare le comunità prima che si verifichino le eruzioni. La nostra missione è quella di aumentare la consapevolezza e la preparazione per affrontare le minacce vulcaniche, specialmente in regioni vulnerabili.

Lava che scorre lungo il lato di un vulcano coperto di neve
Monte Etna sull’isola italiana di Sicilia. etvulc/Canva

Bias Cognitivi e Sicurezza Vulcanica

Ma perché i vulcani apparentemente “tranquilli” non sono considerati sicuri? La risposta risiede in parte nei bias cognitivi umani. Molte persone tendono a credere che ciò che è rimasto silenzioso continuerà a farlo, un fenomeno noto come bias di normalità. Se un vulcano non ha eruttato per generazioni, viene spesso percepito come sicuro. La valutazione della probabilità di un evento è influenzata dalla facilità con cui si possono richiamare esempi alla mente, un meccanismo conosciuto come euristica della disponibilità. È cruciale educare le comunità sui reali rischi associati ai vulcani inattivi.

Preparazione e Monitoraggio dei Vulcani

La preparazione per affrontare i vulcani deve essere proattiva, non reattiva. Quando i vulcani sono monitorati, quando le comunità sono informate su come rispondere e quando la comunicazione e il coordinamento tra scienziati e autorità sono efficaci, è possibile salvare migliaia di vite. Disastri sono stati evitati in questo modo nel 1991, al Monte Pinatubo nelle Filippine, nel 2019, al Monte Merapi in Indonesia, e nel 2021, alla La Soufrière sull’isola caraibica di Saint Vincent. Per colmare le lacune esistenti, è fondamentale spostare l’attenzione verso vulcani poco monitorati in regioni come l’America Latina, il sud-est asiatico, l’Africa e il Pacifico, dove milioni di persone vivono a stretto contatto con vulcani che hanno scarse o nulle registrazioni storiche.

Conclusione e Riferimenti

Mike Cassidy, Professore Associato, Scuola di Geografia, Scienze della Terra e Ambientali, Università di Birmingham. Questo articolo è ripubblicato da The Conversation sotto una licenza Creative Commons. Leggi l’articolo originale per ulteriori approfondimenti sui vulcani e i rischi ad essi associati. È fondamentale continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità sui pericoli dei vulcani dormienti e sull’importanza di un monitoraggio costante.