Nuove ed incredibili creature marine trovate nelle profondità dell’Oceano

Scoperta rivoluzionaria nel Pacifico: 20 nuove specie marine e prove di riscaldamento nelle barriere coralline profonde vicino a Guam.

Una parte degli esemplari scoperti. | California Academy of Sciences

Un team di scienziati della California Academy of Sciences (CAS) ha recentemente condotto un’importante ricerca sulle barriere coralline profonde vicino a Guam, un’area ancora in gran parte inesplorata. Durante la spedizione, gli scienziati hanno scoperto fino a 20 specie potenzialmente nuove per la scienza, oltre a una straordinaria varietà di creature marine rare e colorate che abitano le profondità oceaniche. Questo studio si è concentrato sulle barriere coralline situate nella “zona crepuscolare“, una regione a profondità comprese tra i circa 30-150 metri, un ambiente che, fino a oggi, era stato difficile da esplorare a causa delle limitazioni delle immersioni subacquee e dei rischi associati alla decompressione.

La ricerca ha utilizzato una tecnologia innovativa per superare queste difficoltà: i dispositivi di monitoraggio autonomi chiamati ARMS (Autonomous Reef Monitoring Structures). Questi dispositivi, simili a piccoli “hotel sottomarini”, sono stati lasciati sott’acqua per anni, permettendo a invertebrati e pesci di colonizzarli. Grazie a questo approccio, gli scienziati sono stati in grado di raccogliere dati sulla biodiversità e sulla temperatura delle acque in modo continuo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per un periodo di circa otto anni. Questo ha permesso di ottenere una visione molto più completa della vita marina delle barriere coralline profonde rispetto a quanto possibile con le immersioni brevi.

Nel corso della spedizione, i ricercatori hanno raccolto oltre 2.000 campioni e registrato 100 specie mai osservate prima nella regione. Tra queste, 20 potrebbero essere nuove specie, ma le conferme finali arriveranno solo dopo le analisi del DNA. Inoltre, è stato possibile raccogliere dati fondamentali sulla temperatura delle acque della zona crepuscolare superiore, quella compresa tra i 55 e i 100 metri di profondità. Questi dati sono particolarmente preziosi, poiché la maggior parte delle misurazioni oceaniche disponibili riguarda le acque superficiali, mentre le temperature nelle profondità maggiori sono cruciali per capire come il cambiamento climatico stia influenzando le zone più remote dell’oceano.

Le scoperte di questa spedizione sono di grande importanza per la scienza e la conservazione. In passato, si pensava che le barriere coralline mesofotiche, quelle situate a medie profondità, fungessero da rifugio sicuro per le specie più vulnerabili delle barriere coralline poco profonde, minacciate dai cambiamenti climatici e da altri fattori esterni. Tuttavia, ricerche recenti hanno mostrato che anche queste barriere coralline più profonde sono ora soggette a pressioni crescenti, come la pesca e l’inquinamento da plastica, oltre all’aumento delle temperature.

Gli scienziati prevedono che questo studio avvii un processo di recupero dati che durerà due anni e che coinvolgerà 76 ARMS distribuiti in diverse regioni del Pacifico, come Palau, la Polinesia francese e le Isole Marshall. L’obiettivo è costruire una base di dati globale sulla biodiversità della zona crepuscolare superiore, un ecosistema fragile e ancora poco conosciuto. Documentando le specie che vivono in queste acque profonde, i ricercatori sperano di ottenere informazioni vitali per aiutare i responsabili della conservazione a proteggere queste barriere coralline uniche e vulnerabili prima che subiscano ulteriori danni dovuti al cambiamento climatico e alle altre minacce.