Circa 4.000 anni fa nacque la Indus Valley Civilization, una delle civiltà più antiche del mondo, che si sviluppò tra il 2600 e il 1900 a.C. nelle regioni che oggi comprendono Pakistan, India occidentale, Iran orientale e Afghanistan. Oltre a costruire grandi città, i suoi abitanti crearono anche un sistema di scrittura formato da centinaia di simboli, conosciuto come scrittura dell’Indo, che però non è ancora stato decifrato. Molti di questi segni sono stati trovati su sigilli e oggetti di pietra o argilla. I simboli hanno forme particolari, come rombi, ovali o segni con piccole “dita”. Tuttavia gli studiosi incontrano una grande difficoltà: le iscrizioni sono molto brevi, con una media di circa cinque simboli per testo, come spiegato dal ricercatore Michael Philip Oakes.
Un altro problema è che non esiste un testo bilingue che permetta di confrontare questa scrittura con una lingua conosciuta, come avvenne per i geroglifici grazie alla Rosetta Stone. Inoltre non è certo nemmeno quale lingua rappresentino i simboli, e alcuni studiosi pensano che possano essere semplici simboli o emblemi, non una vera scrittura. Negli ultimi anni si è ipotizzato che l’intelligenza artificiale possa aiutare a trovare schemi nei simboli, anche se gli esperti ritengono che sarà comunque necessario il lavoro degli studiosi per interpretarli. Alcuni ricercatori, come il linguista Steve Bonta, sostengono che una parte del sistema sia già stata interpretata, forse legata alla registrazione di beni o pesi, ma queste idee non sono ancora accettate da tutti.

