Il mistero delle Bermuda risolto: scoperta una struttura nascosta sotto le acque

Uno studio della Carnegie Institution e dell’Università di Yale propone una spiegazione al “mistero” delle Bermuda: perché un arcipelago vulcanico spento da circa 30–35 milioni di anni resta ancora così elevato rispetto al fondale oceanico circostante. Secondo i ricercatori, sotto le Bermuda esisterebbe una vasta struttura di roccia “leggera”, spessa circa 20 km, formata quando magma caldo risalì dal mantello terrestre, si diffuse sotto la crosta e poi si raffreddò e solidificò. Questa roccia avrebbe una densità leggermente inferiore rispetto al mantello circostante (circa l’1,5% in meno), sufficiente a creare un effetto di “galleggiamento” che mantiene l’area sollevata di centinaia di metri sopra il normale fondale oceanico.

La scoperta è stata ottenuta senza nuove perforazioni, ma analizzando oltre 20 anni di onde sismiche naturali registrate da una singola stazione sull’isola. Studiando come le onde cambiano velocità attraversando diversi strati di roccia, gli scienziati hanno ricostruito la struttura del sottosuolo fino a decine di chilometri di profondità. In sintesi, le Bermuda non sarebbero sostenute da vulcani attivi, ma da una “zattera” di antica roccia vulcanica intrappolata nel mantello, che continua a tenerle sollevate ancora oggi, suggerendo anche che i processi interni della Terra potrebbero essere più complessi di quanto si pensasse.