Il cielo sopra l’isola di Luzon si è trasformato nel teatro di un duello di fuoco simultaneo. Nella provincia di Albay, nel cuore delle Filippine, la spaventosa ed elegante sagoma del monte Mayon – un vulcano attivo da 2.463 metri d’altezza – stava riversando a valle fiumi di magma incandescente. All’improvviso, alle 10:33 di sera, un lampo di luce color smeraldo ha squarciato le nubi proprio sopra la cima del cratere, spegnendosi in poco più di un secondo. Una coincidenza visiva così perfetta e ravvicinata da trarre in inganno persino le autorità locali.
La dinamica dello spettacolare fenomeno è stata registrata dalle telecamere dell’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (PHIVOLCS) e dai sistemi di monitoraggio della Philippine Space Agency. Inizialmente, l’ente vulcanologico ha diffuso sui canali social un comunicato allarmante, parlando esplicitamente di un “meteorite precipitato sulle pendici settentrionali del Mayon“. La notizia ha scatenato una tempesta di video virali e congetture su internet. Il sasso spaziale, tuttavia, non ha mai toccato terra.
Gli esperti dell’agenzia hanno corretto il tiro poche ore dopo, incrociando i dati visivi con i rilevamenti sismici e infrasonici disposti attorno alla montagna. La roccia si è frantumata ad altissima quota a causa dell’attrito estremo con l’atmosfera terrestre. Si è trattato di un cosiddetto “bolide“, una meteora eccezionalmente luminosa caratterizzata da una scia verde brillante, tonalità che suggerisce una ricca presenza di elementi metallici come il magnesio nel nucleo dell’asteroide originario.
I calcoli teorici formulati dalla Philippine Information Agency aiutano a comprendere l’entità della catastrofe sfiorata. Se quel frammento avesse resistito all’impatto con l’atmosfera schiantandosi sul Mayon, l’energia rilasciata nell’impatto avrebbe eguagliato l’esplosione di circa 6.800 tonnellate di dinamite. Una simile detonazione avrebbe innescato frane colossali, rilevabili all’istante dai sismografi della rete di sorveglianza vulcanica.
L’evento ha aggiunto ulteriore tensione in un’area già sottoposta a massime misure di sicurezza. Il Mayon è monitorato con un livello di allerta 3 a causa di un’intensa attività eruttiva iniziata a gennaio, caratterizzata da continui crolli di lava, emissioni tossiche di anidride solforosa e flussi piroclastici che hanno già costretto all’evacuazione centinaia di famiglie. Il divieto assoluto di accesso entro un raggio di sei chilometri dal cratere resta blindato, indipendentemente dai fuochi d’artificio cosmici.
In parole molto semplici: mentre un famosissimo vulcano filippino sputava lava rossa, una rarissima stella cadente verde gigante è esplosa nel cielo proprio sopra il cratere. All’inizio si è pensato a un impatto catastrofico sulla montagna, ma gli scienziati hanno confermato che la roccia spaziale si è sciolta nell’aria prima di toccare il suolo. Se fosse caduta sul serio, avrebbe colpito il vulcano con la forza di migliaia di tonnellate di esplosivo.
