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Un perno ciclonico agganciato al margine meridionale del Canale di Sicilia, con il minimo barico posizionato al largo del Golfo di Gabes, sta richiamando masse d’aria polare direttamente sopra un mare ancora surriscaldato dalla stagione estiva. Le ultime elaborazioni dell’European Severe Storms Laboratory (ESSL) tracciano una convergenza ad alto rischio: l’integrazione dei modelli ECMWF, ICON-EU e GFS evidenzia una fascia di massimo allarme tra la Tunisia, la Calabria e la Sicilia.
Non è la semplice pioggia a spaventare i meteorologi dell’ente di ricerca, ma gli indici di energia potenziale convettiva disponibile (CAPE) schizzati fuoriscala.
Quando l’aria fredda incrocia il vapore acqueo rilasciato dal bacino mediterraneo, le correnti ascensionali dentro le supercelle raggiungono velocità verticali tali da sospendere chicchi di grandine superiori ai 5 centimetri di diametro prima del loro impatto al suolo. Gli algoritmi dell’Automated Severe Weather Guidance segnalano una probabilità di fulminazione a fondo scala, superiore al 75% lungo tutto il canale siciliano e lo Ionio.
Sul versante siciliano, l’ammassarsi dei nuclei temporaleschi colpisce con maggiore veemenza le province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa, travalicando le dorsali fino a investire l’entroterra di Enna e Caltanissetta. In Calabria la traiettoria del vapore investe la Piana di Gioia Tauro, il Vibonese, il Catanzarese e il Cosentino. Il pericolo immediato non è solo il vento: l’accumulo repentino d’acqua spinge a livello critico il rischio di alluvioni lampo e colate di fango lungo le pareti scoscese di Sila, Serre e Aspromonte.
La struttura ciclonica non sfogherà la sua carica in poche ore, mantenendo una rotazione stazionaria che continuerà ad alimentare correnti uggiose anche verso la giornata di lunedì 14 settembre.
In termini pratici: il mare molto caldo rilascia un’enorme quantità di vapore che alimenta la tempesta come se fosse carburante ad alto ottano; quando questo vapore scontra l’aria fredda in quota, si formano blocchi di ghiaccio enormi e piogge così intense da far traboccare i corsi d’acqua nel giro di pochi minuti.


