Circa 160 milioni di anni fa, nei mari che ricoprivano l’attuale Wyoming, viveva un animale marino simile a un calamaro, ma con una caratteristica fuori dal comune: uno scheletro interno particolarmente largo e robusto. La scoperta di due fossili eccezionali ha permesso agli scienziati di identificare una nuova specie, chiamata Wyoteuthis linsterorum. Lo studio, pubblicato sulla rivista Papers in Palaeontology, descrive un’antica belemnite, un gruppo di animali estinti imparentati con gli attuali calamari e polpi. Queste creature sono note soprattutto per il loro scheletro interno, spesso l’unica parte che si conserva nel corso dei milioni di anni. Il fossile più sorprendente misura circa 10 centimetri di lunghezza e raggiunge quasi 6 centimetri di larghezza. La sua forma tozza, simile a un barile, lo rende il più largo esemplare di belemnite finora identificato. Confrontandolo con specie affini, i ricercatori stimano che l’animale potesse raggiungere una lunghezza complessiva di circa 60 centimetri.
I resti provengono dalla formazione geologica di Sundance, nel Wyoming, un’area che un tempo faceva parte di un antico ambiente marino. La scoperta è importante anche per un altro motivo: questa specie apparteneva a una famiglia rara, che si riteneva quasi scomparsa milioni di anni prima. La sua presenza suggerisce che alcuni membri del gruppo siano sopravvissuti più a lungo del previsto, trovando rifugio in una zona del Pacifico nordorientale. Il ritrovamento dimostra che anche siti fossili già studiati possono ancora riservare sorprese e modificare ciò che sappiamo sull’evoluzione della vita marina.


