La missione giapponese MMX punta a diventare la prima a posare un veicolo spaziale su una luna di Marte, raccogliere campioni e riportarli sulla Terra. Il razzo H3 è decollato alle 4:41 del 20 ottobre dal Centro spaziale di Tanegashima, nella prefettura di Kagoshima. A bordo c’era MMX (Martian Moons eXploration), un veicolo da 4.480 chilogrammi, tra i più grandi mai costruiti in Giappone. Al momento del lancio, tutti i suoi sistemi funzionavano regolarmente.
La missione, condotta dall’agenzia spaziale giapponese JAXA, prevede di raggiungere Phobos, atterrare sulla sua superficie, raccogliere materiale e riportarlo sulla Terra. JAXA ha già portato a termine due missioni che hanno raggiunto asteroidi e ne hanno riportato campioni, ma MMX affronta una sfida diversa e particolarmente ambiziosa.
Phobos è fino a dieci volte più grande degli asteroidi visitati nelle missioni precedenti e orbita attorno a Marte. Questo, però, non rende necessariamente più semplice l’impresa: il veicolo dovrà gestire la gravità sia della luna sia del pianeta. Dovrà posarsi delicatamente su Phobos e poi ripartire per il viaggio di ritorno. Per riuscirci, circa il 68 per cento della massa totale di MMX è costituito da propellente.
I campioni potrebbero aiutare a chiarire come si siano formate Phobos e Deimos, l’altra luna di Marte. Le principali ipotesi sono due: potrebbero essere asteroidi catturati dalla gravità marziana oppure essersi formate dai detriti prodotti da una gigantesca collisione con il pianeta. Si stima inoltre che circa lo 0,1 per cento del materiale di Phobos sia suolo marziano, espulso nello spazio dagli impatti di meteoriti. MMX punta a raccogliere almeno 10 grammi di materiale; secondo le stime, circa 0,01 grammi potrebbero provenire da Marte.
La missione cinese Tianwen-3 potrebbe però contendersi il primato del primo campione marziano riportato sulla Terra. La Cina sta preparando una spedizione che dovrebbe raccogliere 500 grammi di suolo direttamente su Marte e riportarli sul nostro pianeta. Il rientro di entrambe le missioni è previsto per il 2031: se i programmi saranno rispettati, il risultato potrebbe decidersi sul filo di lana.
Le date, tuttavia, restano incerte. MMX avrebbe dovuto partire nel 2024, ma i ritardi nello sviluppo del razzo H3 hanno fatto perdere la breve finestra di lancio favorevole, che si ripresenta ogni due anni quando Terra e Marte si trovano nella posizione adatta. Anche la Cina dovrà rispettare le tappe previste per arrivare al lancio di Tianwen-3 nel 2028; un ritardo potrebbe far slittare la missione di altri due anni.
Qualunque missione riporti per prima i campioni, il materiale raccolto potrebbe ampliare le conoscenze sull’ambiente marziano e sulla possibilità che sul pianeta sia esistita, o esista ancora, qualche forma di vita. E, in prospettiva, potrebbe tornare al centro dell’attenzione anche Venere, il nostro vicino spesso trascurato. Nelle sue nubi calde e ricche di acido solforico, chissà, potrebbe persino esserci una comunità aliena che si domanda perché nessuno venga mai a cercarla.

Fonte: soranews24.com


