Un tatuaggio capace di cambiare colore o diventare quasi invisibile potrebbe rivoluzionare il mondo della body art. È quanto promette PhotoTat, un inchiostro fotosensibile sviluppato dai ricercatori dell’Università del Colorado Boulder, negli Stati Uniti. La tecnologia si basa su coloranti fotocromici, sostanze che modificano il proprio colore quando vengono esposte a specifiche lunghezze d’onda della luce. I ricercatori hanno incapsulato tre coloranti, blu, magenta e giallo, in microscopiche sfere di polimetilmetacrilato (PMMA), una plastica trasparente. L’esposizione alla luce ultravioletta attiva i pigmenti, rendendo visibile il disegno, mentre la luce visibile può favorirne lo sbiadimento. Secondo gli esperimenti, bastano circa due o tre secondi di luce intensa per attivare o disattivare i colori. Combinando i tre pigmenti, è possibile ottenere 16 colori distinguibili e centinaia di sfumature. I tatuaggi possono inoltre essere modificati attraverso l’esposizione selettiva alla luce.
La tecnologia potrebbe trovare applicazione anche in medicina. Per esempio, consentirebbe di rendere temporaneamente visibili i segni cutanei utilizzati durante la radioterapia, evitando che rimangano permanentemente evidenti dopo il trattamento. Tuttavia, PhotoTat presenta ancora alcune limitazioni: la luce solare può attivare involontariamente i pigmenti, il colorante blu tende a degradarsi e sono necessari ulteriori test per verificarne la sicurezza e la tossicità. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Matter, rappresenta un passo promettente verso tatuaggi personalizzabili e reversibili, ma saranno necessarie ulteriori ricerche prima di un utilizzo commerciale diffuso.


