Betelgeuse, una delle stelle più riconoscibili della costellazione di Orione, sembra aver recuperato le condizioni atmosferiche osservate prima del suo spettacolare oscuramento del 2019-2020. Le nuove misurazioni effettuate con radiotelescopi mostrano che la temperatura della sua atmosfera esterna è tornata su valori tipici, offrendo nuovi indizi su ciò che accade attorno a questa gigantesca stella. Il fenomeno, noto come Grande Oscuramento, aveva attirato l’attenzione degli astronomi perché Betelgeuse era diventata insolitamente debole. Una delle spiegazioni principali è l’espulsione di materiale dalla superficie stellare, che avrebbe prodotto una nube di polvere capace di bloccare parte della luce diretta verso la Terra. Per studiare l’evoluzione della stella, il gruppo guidato da Lynn Matthews del MIT Haystack Observatory ha utilizzato i radiotelescopi Very Large Array (VLA) e ALMA. Le osservazioni, condotte tra il 2021 e il 2026 a diverse frequenze radio, hanno permesso di ricostruire la distribuzione della temperatura nei suoi strati esterni.
I risultati mostrano che la temperatura di brillanza misurata a determinate frequenze è tornata a valori abituali. I ricercatori hanno però rilevato anche una differenza nella distribuzione dell’emissione, compatibile con un cambiamento nella struttura dell’atmosfera. Non è possibile affermare con certezza che questa modifica sia stata causata dal Grande Oscuramento. Un altro elemento interessante riguarda Siwarha, una stella compagna recentemente individuata attraverso i suoi possibili effetti su Betelgeuse. Si ritiene che orbiti molto vicino alla supergigante, attraversandone l’atmosfera estesa. Il movimento potrebbe produrre una perturbazione simile alla scia lasciata da un’imbarcazione nell’acqua. Le immagini radio mostrano infatti variazioni nella forma apparente di Betelgeuse che sembrano compatibili con questa ipotesi. La compagna, tuttavia, non è stata osservata direttamente nello studio. I risultati, pubblicati su The Astronomical Journal, aiutano a comprendere meglio le complesse dinamiche delle stelle giganti. Betelgeuse appare dunque tornata a condizioni più consuete, ma la sua atmosfera continua a offrire indizi importanti sui processi che accompagnano l’evoluzione delle stelle massicce.


