Un nuovo allarme arriva dal mondo della cybersecurity dopo gli attacchi informatici che hanno colpito supermercati in sette Paesi europei, provocando il surriscaldamento di frigoriferi e congelatori fino a 50 gradi. Gli episodi hanno interessato circa 40 punti vendita Delhaize in Belgio e Lussemburgo, oltre ad alcuni esercizi in Italian, Irlanda, Svezia, Estonia, Finlandia e Paesi Bassi. Secondo gli esperti, il problema potrebbe essere molto più ampio. Qualsiasi dispositivo collegato a Internet può diventare un possibile bersaglio degli hacker: dagli impianti di refrigerazione agli ascensori, dai sistemi di apertura delle porte ai semafori.
Particolarmente preoccupante è il rischio per ospedali e aziende farmaceutiche. Un attacco ai sistemi che regolano la temperatura potrebbe compromettere medicinali, vaccini e campioni di sangue, causando gravi conseguenze per i pazienti.Nel mirino potrebbero finire anche centrali elettriche, impianti di trattamento dell’acqua e reti di trasporto. Un’interruzione di questi servizi provocherebbe disagi enormi, paralizzando attività quotidiane e servizi essenziali. Gli specialisti sottolineano inoltre che molti sistemi informatici sono obsoleti e privi di protezioni adeguate. A rendere lo scenario ancora più preoccupante è l’intelligenza artificiale, che potrebbe accelerare la ricerca delle vulnerabilità. La sicurezza informatica diventa quindi una priorità strategica: proteggere i dispositivi connessi significa difendere non soltanto le aziende, ma anche la vita quotidiana dei cittadini.


