Avere avuto un amico immaginario durante l’infanzia potrebbe essere collegato alla sensazione di percepire presenze misteriose anche in età adulta. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Economia di Smirne, in Turchia, che hanno individuato un possibile legame tra le fantasie infantili e alcune esperienze difficili da spiegare. La ricerca ha coinvolto 185 adulti, ai quali è stato chiesto di ricordare se durante l’infanzia avessero avuto un compagno immaginario. Quarantacinque partecipanti hanno risposto di sì. Nella maggior parte dei casi si trattava di bambini più piccoli, ma tra le figure ricordate comparivano anche animali e mostri. Successivamente, gli studiosi hanno chiesto ai partecipanti quanto spesso avessero la sensazione che qualcuno fosse vicino a loro, pur non essendoci nessuno.
I risultati hanno mostrato una differenza: chi aveva avuto un amico immaginario ha ottenuto un punteggio medio di 25,51, contro il 20,07 di chi non ne aveva mai avuto uno. Secondo i ricercatori, una possibile spiegazione riguarda lo spazio che circonda il nostro corpo, chiamato spazio peripersonale. È la zona entro circa 70 centimetri nella quale il cervello integra le informazioni sensoriali. Lo studio, pubblicato sulla rivista Consciousness and Cognition, suggerisce quindi un possibile collegamento tra queste esperienze infantili e la percezione di presenze inspiegabili, senza però dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto


