Nuovo studio rivela cosa veniva somministrato ai bambini inca prima di essere sacrificati sulle Ande

Un nuovo studio scientifico ha rivelato dettagli inquietanti sugli ultimi momenti di vita dei bambini sacrificati dagli Inca durante il rituale chiamato capacocha. Le analisi effettuate sui resti mummificati di otto bambini hanno individuato tracce di cocaina, alcol e sostanze riconducibili all’ayahuasca.

Nuovo studio rivela cosa veniva somministrato ai bambini inca prima di essere sacrificati sulle Ande

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Antiquity e condotta da un gruppo di studiosi dell’Università di Varsavia, ha esaminato campioni di capelli e unghie, capaci di conservare tracce delle sostanze assunte nei mesi precedenti alla morte. Tutti gli otto bambini presentavano segni di consumo di coca, probabilmente attraverso la masticazione delle foglie. Questa pratica potrebbe aver avuto una funzione religiosa, ma anche pratica: alleviare la stanchezza e i sintomi del mal di montagna durante i lunghi pellegrinaggi verso santuari situati anche oltre i 6.000 metri di altitudine.

In quattro casi sono state individuate tracce di alcol, probabilmente derivante dalla chicha, una bevanda fermentata a base di mais. Secondo gli studiosi, potrebbe essere stata somministrata per calmare le vittime. Particolarmente interessante è il caso di Juanita, la celebre mummia del vulcano Ampato, nella quale è stata rilevata la presenza di armina, un composto associato alle piante utilizzate tradizionalmente per preparare l’ayahuasca. I risultati dimostrano che il rituale non seguiva uno schema unico, ma variava in base ai luoghi sacri e alle tradizioni religiose locali.

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Lucia Petrone
Lucia Petrone

Studentessa di Lingue e Letterature straniere presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionata di scienza e culture straniere, scrivo su Scienze Notizie dal 2021.