Scoperta straordinaria quella avvenuta nelle profondità marine al largo della costa francese. Una vera e propria ‘capsula del tempo’ come l’hanno definita gli esperti, che si sono imbattuti nel relitto di una nave mercantile risalente al XVI secolo, denominata provvisoriamente Camarat 4. “Sembra che il tempo sulla nave si sia fermato” hanno spiegato gli scienziati pronti ad avviare, ad inizio 2026, il campionamento e l’analisi dei campioni del relitto per scoprire tutto il possibile in merito a questa nave. Si ritiene che il mercantile sia salpato dal Nord Italia con un carico di ceramiche e barre di ferro, prima di affondare.
Il relitto si trova ad una profondità di 2.567 metri al largo della costa di Ramatuelle, nel Mediterraneo. Mai prima d’ora nelle acque territoriali francesi ne era stato trovato uno a tali profondità. Marine Sadania, archeologa responsabile della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra presso il Dipartimento di Ricerca Archeologica Subacquea (Drassm), è colei che ha descritto il relitto come una “vera e propria capsula del tempo”.
Ciò che resta della nave poggia sulla sabbia in una sorta di paesaggio lunare, risulta inquinato da macro-detriti contemporanei come lattine di soda, vasetti di yogurt, un guanto, lattine di birra, bottiglie di plastica, reti da pesca. Ciò nonostante gli esperti hanno identificato sul sito cumuli di circa 100 piatti gialli, due grandi calderoni, un’ancora e sei cannoni. Le fotografie pubblicate dal Drassm mostrano elementi conservati dello scafo e del carico, tra cui diverse centinaia di brocche di ceramica e barre di ferro.
Alcune brocche erano contrassegnate dal monogramma IHS, le prime tre lettere del nome greco di Gesù, o decorate con motivi geometrici e vegetali. Tra i detriti sono state trovate 200 brocche con beccucci schiacciati, insieme a diverse decine di oggetti in ceramica. Si ritiene che la nave possa essere salpata dalla Liguria ma ad oggi le cause dell’affondamento rimangono sconosciute e si spera che i prossimi studi possano svelare il mistero.
