Antiche impronte rinvenute nel New Mexico riscrivono la storia degli esseri umani in Nord America

Le antiche impronte umane rinvenute nel White Sands National Park nel New Mexico, Stati Uniti. Crediti immagine: Bennett et al ., doi: 10.1126/science.abg7586.

Uno studio recente guidato dal ricercatore Vance Holliday dell’Università dell’Arizona ha confermato l’antichità delle impronte umane rinvenute a White Sands, nel New Mexico, datandole tra 20.700 e 22.400 anni fa grazie all’analisi del fango antico proveniente dal paleolago Otero. Questa nuova datazione supporta l’idea che l’uomo fosse presente in Nord America molto prima rispetto alle stime tradizionali, che collocano il primo popolamento tra 16.000 e 13.000 anni fa. Le impronte di White Sands sono infatti circa 10.000 anni più antiche rispetto ai resti archeologici del sito di Clovis, considerati da decenni la più antica cultura nota nel continente americano.

Negli ultimi anni, i dati precedenti sulla datazione delle impronte erano stati messi in discussione dagli esperti, che avevano sollevato dubbi sull’affidabilità dei materiali utilizzati, come i semi della pianta acquatica Ruppia cirrhosa e i granuli di polline di conifere presenti nel terreno. Per superare queste critiche, Holliday e il suo team hanno scavato nuove trincee nel 2022 e 2023 per esaminare direttamente la geologia del sito e hanno utilizzato il fango antico del paleolago come materiale per la datazione al radiocarbonio, ottenendo risultati coerenti con le precedenti stime di età. White Sands, un tempo composto da laghi che si sono prosciugati nel corso dei millenni, ha permesso la conservazione delle impronte nel letto di un antico ruscello. L’erosione eolica ha cancellato alcune parti della storia geologica del luogo, ma gran parte delle impronte è rimasta sepolta sotto uno strato di gesso, il più grande deposito di questo minerale al mondo.

Nonostante la conferma dell’antichità delle impronte, rimane aperto un importante quesito: perché non sono stati trovati manufatti o segni di insediamenti umani associati a queste tracce? Gli studiosi suggeriscono che i primi abitanti di queste terre fossero cacciatori-raccoglitori molto attenti a non lasciare dietro di sé risorse o oggetti, soprattutto durante spostamenti brevi, e che vivessero lontano da fonti di materiali utili per produrre strumenti, il che spiegherebbe l’assenza di un “campo di detriti” archeologico. Questi nuovi risultati, pubblicati sulla rivista Science Advances, hanno importanti implicazioni per la comprensione della storia del popolamento delle Americhe, suggerendo che la presenza umana nel continente risale a un periodo molto più antico di quanto si pensasse, aprendo la strada a ulteriori studi e revisioni delle teorie tradizionali.