Nel 2015, la missione Dawn della NASA ha raggiunto Cerere, il più grande oggetto della Fascia Principale degli Asteroidi. Questa missione ha fornito per la prima volta una visione dettagliata di questo affascinante planetoide, rivelando informazioni cruciali per la comprensione del Sistema Solare. Cerere rappresenta oltre il 39% della massa totale di questa regione e il suo equilibrio idrostatico gli consente di assumere una forma sferica. I dati raccolti tra il 2015 e il 2018 hanno svelato aspetti intriganti di questo corpo celeste ghiacciato, aprendo nuove strade per la ricerca scientifica e l’esplorazione spaziale.
Le scoperte della missione Dawn su Cerere
La missione Dawn ha rivelato che Cerere potrebbe avere una crosta composta per il 90% da acqua, simile a Europa, una delle lune di Giove. Gli scienziati hanno avanzato l’ipotesi che Cerere possa essere un “Mondo Oceano”, un corpo celeste che potrebbe contenere acqua liquida al suo interno. Tuttavia, i risultati ottenuti hanno suggerito che le temperature interne di Cerere siano troppo basse per mantenere acqua liquida. Qualsiasi presenza di liquido sarebbe probabilmente costituita da salamoia concentrata. Recenti ricerche condotte da un team di scienziati della NASA hanno messo in luce che Cerere potrebbe aver avuto le condizioni favorevoli per ospitare forme di vita unicellulari tra i 2,5 e i 4 miliardi di anni fa, come riportato in nuove ricerche da parte degli scienziati NASA.

NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/Justin Cowart

Il contributo di Samuel W. Courville e del suo team
Lo studio, guidato da Samuel W. Courville, esperto di scienze planetarie presso la Scuola di Esplorazione della Terra e dello Spazio (SESE) dell’Università Statale dell’Arizona, è stato realizzato durante un tirocinio presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. I risultati del loro lavoro sono stati pubblicati su Science Advances, evidenziando l’importanza della ricerca scientifica nel comprendere la storia di Cerere e le sue potenzialità abitative.
Le implicazioni delle osservazioni di Cerere
Analizzando i dati forniti da Dawn, gli scienziati hanno concluso che Cerere non possiede una quantità sufficiente di calore interno per mantenere un oceano liquido. A differenza di Europa e Encelado, Cerere non beneficia del riscaldamento mareale provocato dall’attrazione gravitazionale di un pianeta massiccio. Le osservazioni hanno suggerito che le macchie brillanti sulla superficie di Cerere siano costituite principalmente da sali, residui di acqua liquida provenienti da un grande serbatoio sotterraneo. Ulteriori ricerche hanno rivelato la presenza di molecole contenenti carbonio organico, suggerendo una certa complessità chimica.
Modelli termici e chimici di Cerere
I ricercatori hanno sviluppato modelli termici e chimici per simulare la temperatura e la composizione interna di Cerere nel corso del tempo. Hanno scoperto che, tra 2,5 e 4 miliardi di anni fa, la regione sotterranea di Cerere potrebbe aver avuto accesso a una fonte costante di acqua calda, riscaldata dal decadimento di elementi radioattivi. Questa scoperta suggerisce che Cerere avesse il terzo e ultimo elemento necessario per la vita nel passato, aprendo nuove prospettive per la ricerca di altri corpi celesti ricchi d’acqua nel Sistema Solare.
Conclusioni e prospettive future
Courville ha commentato: “Sulla Terra, quando l’acqua calda proveniente dal profondo sottosuolo si mescola con l’oceano, il risultato è spesso un buffet per i microbi”. Se riuscissimo a determinare se l’oceano di Cerere avesse avuto un afflusso di fluidi idrotermali in passato, ciò potrebbe avere enormi implicazioni per la ricerca di vita extraterrestre. Questo articolo è stato originariamente pubblicato da Universe Today e puoi leggere l’articolo originale per ulteriori dettagli.
