Corrente del Golfo al collasso: il punto di non ritorno è qui?

Uno studio senza precedenti rivela che il collasso della circolazione atlantica è più vicino del previsto: ecco cosa rischia davvero l'Europa.

Non è la trama di un film catastrofista, ma quello che sta succedendo sotto la superficie dell’Oceano Atlantico. Un gruppo di ricercatori ha appena pubblicato dati che non lasciano spazio a interpretazioni: la circolazione oceanica che garantisce il clima mite in Europa è ai minimi storici da oltre mille anni. Se questo “nastro trasportatore” dovesse collassare, le conseguenze non sarebbero graduali, ma brusche e irreversibili. Il problema riguarda lAMOC (la circolazione termoalina atlantica). A causa dello scioglimento accelerato dei ghiacci, una massa enorme di acqua dolce sta letteralmente “soffocando” la corrente calda.

Se il flusso si ferma, l’Europa rischierebbe un calo delle temperature drastico, mentre le coste americane vedrebbero un innalzamento del livello del mare senza precedenti. Il punto di non ritorno che, secondo i nuovi modelli, potrebbe essere molto più vicino di quanto previsto dai protocolli internazionali. La comunità scientifica è divisa non sul “se”, ma sul “quando”. Il rallentamento della circolazione termoalina, documentato dai ricercatori dell’Università di Utrecht, è riconducibile a un’alterazione del bilancio di salinità nelle acque dell’Atlantico settentrionale. L’immissione massiccia di acqua dolce, derivante dallo scioglimento della calotta groenlandese e dall’aumento delle precipitazioni, riduce la densità dello strato superficiale dell’oceano, impedendo alle correnti calde di inabissarsi e completare il ciclo di raffreddamento. Questo fenomeno, monitorato attraverso modelli climatici ad alta risoluzione, suggerisce che il sistema si stia avvicinando a un “tipping point” o punto di flesso: una soglia critica oltre la quale il flusso termico non declina in modo lineare, ma subisce una transizione brusca verso un nuovo stato di equilibrio, con conseguenze dirette sulla distribuzione del calore nell’emisfero boreale. Ma siamo ancora in tempo per evitare lo scenario peggiore. Gli scienziati sottolineano che il ‘punto di non ritorno’ non è ancora stato superato e che la natura ha una resilienza superiore alle nostre previsioni. Le nuove tecnologie di rimozione della CO2 e la transizione energetica globale stanno accelerando a ritmi mai visti prima.

Fonte: https://www.uu.nl/en/news/potential-collapse-of-the-atlantic-ocean-circulation-strongly-affects-european-climate