Hai mai sentito parlare di persone con un “metabolismo veloce”? Questa espressione è comunemente usata per descrivere individui che sembrano poter mangiare qualsiasi cosa senza preoccuparsi di aumentare di peso. Al contrario, ci sono coloro che attribuiscono la loro difficoltà nel perdere peso a un presunto “metabolismo lento”. Ma è davvero possibile avere un metabolismo che si può definire veloce o lento? In questo articolo, esploreremo la questione attraverso una prospettiva scientifica, analizzando i vari aspetti che influenzano il metabolismo e sfatando alcuni miti comuni.
Cos’è il metabolismo e come funziona
Il metabolismo è l’insieme di processi chimici che consentono al nostro corpo di funzionare in modo ottimale. Questi processi includono attività vitali come la respirazione, la circolazione sanguigna e la riparazione cellulare. Quando parliamo di metabolismo in relazione al peso corporeo, ci riferiamo principalmente al tasso metabolico, che misura la velocità con cui il corpo trasforma il cibo e l’energia immagazzinata in energia utilizzabile. Comprendere il metabolismo è fondamentale per chi desidera gestire il proprio peso in modo efficace.

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Per avere una visione chiara del metabolismo, è utile considerare quattro concetti chiave:
- Tasso metabolico basale (TMB): Questo valore rappresenta l’energia consumata dal corpo per mantenere le funzioni vitali a riposo, come la respirazione e la circolazione. Di solito, il TMB costituisce circa il 60% – 75% del dispendio energetico totale giornaliero. Fattori come dimensione corporea, età, sesso, razza e altezza possono influenzare questo valore.
- Termogenesi indotta dalla dieta: Si riferisce all’energia utilizzata durante la digestione e l’elaborazione del cibo. Questa componente rappresenta generalmente tra il 10% e il 15% del consumo energetico quotidiano.
- Termogenesi da attività non esercitativa: Include l’energia spesa per movimenti quotidiani, come dondolare le gambe, stare in piedi o camminare. Questa categoria di attività può contribuire tra il 20% e il 30% del dispendio energetico giornaliero.
- Termogenesi da attività fisica: Rappresenta l’energia utilizzata durante l’esercizio fisico strutturato, come correre o sollevare pesi. Questa componente può variare dal 10% al 50% del consumo energetico totale, a seconda del livello di attività fisica.
Metabolismo “lento” o “veloce”: è possibile?
La risposta a questa domanda è complessa e varia da persona a persona. In alcuni casi, le persone possono effettivamente avere un metabolismo più veloce, come nel caso dell’ipermetabolismo. Questa condizione si verifica quando il dispendio energetico a riposo è almeno il 10% superiore alla media. L’ipermetabolismo è spesso associato a condizioni mediche come il diabete e alcuni disturbi genetici.

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D’altra parte, esistono condizioni che possono rallentare il metabolismo. Tra queste, l’ipotiroidismo, in cui la ghiandola tiroidea produce una quantità insufficiente di ormoni, e la sindrome dell’ovaio policistico, che influisce sul funzionamento delle ovaie. Entrambe queste condizioni possono portare a un aumento di peso, poiché riducono l’energia che il corpo utilizza a riposo, contribuendo così a un metabolismo definito “lento”.
È importante notare che queste condizioni patologiche rappresentano situazioni in cui il metabolismo non opera in modo ottimale. In assenza di tali disturbi, il tasso metabolico di una persona generalmente sana dovrebbe rimanere all’interno di un intervallo normale, senza fluttuazioni significative.
Fattori che influenzano il metabolismo
Diversi elementi possono influenzare il metabolismo di un individuo. Ecco alcuni dei principali fattori da considerare:
- Genetica: La genetica gioca un ruolo cruciale nel determinare il metabolismo. Uno studio su gemelli identici ha dimostrato che, quando sottoposti a diete ipocaloriche, le gemelle tendono a perdere peso in modo simile, mentre le variazioni di peso tra non gemelli possono essere molto più significative.
- Abitudini alimentari: La tipologia e la frequenza dei pasti influenzano il dispendio energetico quotidiano. È importante sfatare alcuni miti, come l’idea che mangiare piccoli pasti frequenti possa aumentare il metabolismo.
- Attività fisica: Consideriamo due persone con un peso simile: una lavora in un ufficio, mentre l’altra ha un lavoro attivo. Anche senza esercizio strutturato, la persona con un lavoro fisico può bruciare fino a 1.000 calorie in più al giorno rispetto alla collega sedentaria. Inoltre, il tessuto muscolare consuma più energia rispetto al tessuto adiposo, il che significa che l’allenamento di resistenza, finalizzato a costruire massa muscolare, può incrementare il tasso metabolico.
- Sonno: Le ricerche attuali suggeriscono che la privazione del sonno non riduce il tasso metabolico, ma può aumentare la produzione di ormoni che stimolano la fame, come la grelina, portando a un aumento dell’appetito. Tuttavia, sono necessarie ulteriori indagini per comprendere appieno questo aspetto.
I miti sul metabolismo e la loro persistenza
Nonostante le evidenze scientifiche, i miti sul metabolismo continuano a circolare. Ecco tre motivi principali per cui ciò accade:
- Semplicità: Per chi ha difficoltà a perdere o mantenere un peso sano, è più facile attribuire il problema a un metabolismo lento piuttosto che considerare molti fattori interagenti che influenzano il peso.
- Cultura della dieta: Molti prodotti sul mercato affermano di aumentare il metabolismo senza fornire prove scientifiche a sostegno. Alcuni integratori possono effettivamente incrementare il tasso metabolico, ma solo per brevi periodi.
- Difficoltà di misurazione: Misurare con precisione come il corpo utilizza l’energia è complesso, poiché il consumo e l’utilizzo di calorie variano quotidianamente. I metodi attuali per valutare il dispendio energetico possono essere costosi e richiedere tempo.
In conclusione, il tasso metabolico è influenzato da una molteplicità di fattori. Per comprendere appieno il funzionamento del nostro corpo, è fondamentale abbandonare l’idea che esistano metabolismi “veloci” o “lenti”. La realtà è che i nostri corpi sono molto più complessi e affascinanti di quanto si possa immaginare. Comprendere il metabolismo ci aiuta a prendere decisioni più informate riguardo alla nostra salute e al nostro benessere.
Hayley O’Neill, Professore Associato, Facoltà di Scienze della Salute e Medicina, Bond University.
Questo articolo è ripubblicato da The Conversation con una licenza Creative Commons. Leggi l’articolo originale.
