Una nuova ricerca propone una spiegazione più concreta su come sia stata costruita la Grande Piramide di Giza, uno dei più grandi misteri dell’archeologia. Secondo un modello 3D avanzato pubblicato su una rivista scientifica, gli antichi Egizi avrebbero utilizzato un sistema di rampe interne integrate nella struttura stessa, invece delle tradizionali rampe esterne lunghe e ingombranti. In pratica, durante la costruzione sarebbero stati lasciati dei corridoi aperti lungo i bordi della piramide, che permettevano di trasportare i blocchi di pietra verso l’alto man mano che la struttura cresceva. Una volta completati i livelli superiori, questi spazi venivano riempiti, facendo scomparire le tracce della rampa.
Questo sistema avrebbe reso possibile movimentare anche blocchi enormi, alcuni superiori alle decine di tonnellate, senza tecnologie moderne e mantenendo la precisione geometrica della piramide. Il modello suggerisce che i blocchi potevano essere posizionati in tempi molto rapidi, permettendo di completare l’opera in circa 20–27 anni, un periodo compatibile con le stime storiche. In sostanza, lo studio non parla di soluzioni misteriose o impossibili, ma di una possibile tecnica ingegneristica intelligente e nascosta che avrebbe reso la costruzione molto più efficiente di quanto si pensasse finora.

