Secondo gli esperti il Niño potrebbe essere la causa dell’ondata di calore che sta attraversando il Pacifico

I dati satellitari del 2026 indicano la possibile formazione di un evento di El Niño, osservato attraverso il monitoraggio del livello del mare nell’Oceano Pacifico. Il satellite Sentinel-6 Michael Freilich, gestito da NASA ed ESA, ha rilevato grandi “onde di Kelvin”, cioè masse d’acqua calda che si formano nel Pacifico occidentale e si spostano verso est fino alle coste del Sud America.
Queste onde sono un segnale tipico dell’inizio di El Niño: si originano quando i venti equatoriali si indeboliscono o cambiano direzione, permettendo all’acqua calda di accumularsi e sollevarsi nel Pacifico tropicale. Poiché l’acqua più calda si espande, il livello del mare aumenta e questo può essere misurato con precisione dai satelliti.


Nel caso osservato, una serie di onde di Kelvin si è formata tra Micronesia e Pacifico centrale tra gennaio e marzo, raggiungendo poi il Sud America a maggio, dove il livello del mare risultava più alto della media di oltre 15 cm. Gli scienziati sottolineano che l’evento sembra in crescita, anche se la sua intensità non è ancora prevedibile con certezza.
El Niño è un fenomeno climatico periodico che altera la circolazione atmosferica globale, causando effetti opposti in diverse regioni del mondo, come piogge intense o siccità. Gli eventi più forti possono avere impatti globali significativi su clima, agricoltura e economia, mentre quelli più deboli restano più localizzati nel Pacifico.
Il monitoraggio satellitare è fondamentale per prevedere questi eventi e migliorare la preparazione alle loro conseguenze.