Un’analisi condotta in Giappone ha seguito quasi 1.400 persone per un decennio, trovando un’associazione tra salute delle gengive e rischio di demenza. Il sanguinamento delle gengive viene spesso considerato un problema esclusivamente legato alla salute della bocca. In realtà, una nuova ricerca suggerisce che potrebbe esserci un’associazione anche con la salute del cervello, soprattutto quando si parla di demenza e malattia di Alzheimer. Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology, ha seguito per 10 anni 1.396 persone di almeno 60 anni che all’inizio della ricerca non presentavano demenza. I ricercatori giapponesi hanno valutato diversi indicatori della salute parodontale, tra cui il sanguinamento delle gengive, la profondità delle tasche tra denti e gengive e la perdita di attacco dei tessuti che sostengono i denti. Durante il periodo di osservazione, 267 partecipanti hanno sviluppato una forma di demenza. Di questi, 194 hanno ricevuto una diagnosi di Alzheimer e 51 di demenza vascolare. Il dato che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda il sanguinamento gengivale. Le persone appartenenti al gruppo con la percentuale più elevata di sanguinamento avevano un rischio di sviluppare demenza di qualsiasi tipo superiore del 56% rispetto a quelle con il livello più basso. Per la malattia di Alzheimer, l’associazione arrivava al 61%. Anche gli altri indicatori esaminati mostravano collegamenti con la demenza. Chi presentava le tasche gengivali più profonde aveva un rischio di demenza del 72% più elevato, mentre una maggiore perdita di attacco parodontale era associata a un aumento del rischio del 59%.
Ma questi numeri non significano che le gengive che sanguinano provochino l’Alzheimer. Il punto è fondamentale perché si tratta di uno studio osservazionale: i ricercatori hanno seguito nel tempo ciò che accadeva ai partecipanti, senza intervenire sulla loro salute orale. È quindi possibile individuare un’associazione, ma non stabilire un rapporto diretto di causa ed effetto. Una delle possibili spiegazioni riguarda l’infiammazione. La parodontite è una malattia caratterizzata da un’infiammazione persistente dei tessuti intorno ai denti e può favorire la presenza di batteri e altre sostanze infiammatorie nell’organismo. Secondo l’ipotesi discussa dagli autori, una risposta infiammatoria sistemica prolungata potrebbe avere effetti anche sul cervello. È però ancora presto per stabilire quanto questo meccanismo possa contribuire realmente alla demenza. Serviranno studi condotti su popolazioni più ampie e diversificate per capire se il miglioramento della salute delle gengive possa effettivamente ridurre il rischio di declino cognitivo. La ricerca aggiunge comunque un elemento interessante a un campo in crescita: quello che studia il possibile rapporto tra salute orale, infiammazione e malattie neurodegenerative.
https://www.sciencealert.com/bleeding-gums-linked-to-61-higher-alzheimers-risk-in-10-year-study


