“Mai visto niente di simile”: antica sepoltura stupisce gli archeologi

Scoperta archeologica nel Sudan: antica sepoltura svela un rituale funebre con resti di cibo e ossa, il cui significato rimane un enigma per gli studiosi.

Un nuovo studio ha portato alla luce una sepoltura isolata nel deserto di Bayuda, nel Sudan nord-orientale, che rappresenta la prima evidenza conosciuta di un rituale funebre fino ad oggi sconosciuto. La tomba è stata datata tra il 2050 e il 1750 a.C., periodo in cui fioriva il Regno di Kerma, un’antica civiltà nubiana confinante con l’antico Egitto. Al suo interno è stato rinvenuto lo scheletro di un uomo di mezza età. La sepoltura era sormontata da un tumulo ovale di terra e conteneva oggetti funerari relativamente comuni, come due vasi di ceramica posti dietro la testa e 82 perline di ceramica smaltata blu disposte attorno al collo del defunto. Secondo i ricercatori, la modestia del tumulo e dei corredi suggerisce che l’uomo non fosse di alto rango sociale.

Ciò che ha reso la scoperta straordinaria è il contenuto di uno dei vasi. All’interno è stato trovato un insieme insolito di resti carbonizzati: piante, legno, ossa di animali, insetti e coproliti (feci fossilizzate). Gran parte del legno è stata identificata come proveniente da alberi di acacia, mentre tra i resti vegetali sono stati trovati legumi (probabilmente lenticchie e fagioli) e chicchi di cereali. Sono stati rinvenuti anche piccoli tonchi che probabilmente si erano attaccati alle piante in tempi antichi. Poiché il vaso non mostrava segni di combustione, i ricercatori ritengono che i resti fossero stati inseriti dopo un banchetto funebre e che alcuni di essi fossero stati poi bruciati separatamente, prima di essere deposti nella tomba. Le ossa animali suggeriscono che gli alimenti fossero stati consumati durante un rituale di banchetto, ma la combinazione di materiali vegetali, animali e insetti rappresenta qualcosa di unico nel contesto funerario della regione.

Secondo Henryk Paner, coautore dello studio e archeologo presso il Centro polacco di archeologia mediterranea dell’Università di Varsavia, non esistono precedenti per un rituale di questo tipo, rendendo la scoperta particolarmente misteriosa. Il significato esatto del rituale rimane sconosciuto, ma la presenza di reliquie del fuoco e la varietà di materiali deposti nel vaso indicano pratiche funerarie complesse che finora non erano state documentate in Nubia. Lo studio, pubblicatosulla rivista Azania, evidenzia come questa sepoltura offra una nuova prospettiva sulle pratiche funerarie del Regno di Kerma, mostrando che anche individui non appartenenti all’élite potevano essere al centro di rituali sofisticati e simbolici, finora sconosciuti agli archeologi.