Non eravamo soli: ritrovati i resti di una misteriosa specie umana nel Sud-est asiatico

Un mosaico di ossa rinvenuto nel Sud-est asiatico riscrive la nostra evoluzione: ecco chi era l’Homo juluensis, il "cugino" dei Denisoviani che ha convissuto con i nostri antenati.

La storia delle nostre origini è appena stata riscritta da un mucchio di ossa rinvenute quasi per caso. In una grotta remota nel Sud-est asiatico, un team di archeologi ha portato alla luce i resti di una specie umana finora totalmente ignota, che avrebbe convissuto con i nostri antenati per migliaia di anni. Non sono Sapiens, non sono Neanderthal e non sono nemmeno i già noti Denisoviani. Questi antichi “cugini” presentano caratteristiche anatomiche uniche: denti minuscoli e una struttura ossea che sembra un mosaico tra primitivo e moderno.

La cosa che sta sorprendendo gli esperti è la datazione. Pare infatti che questa specie fosse ancora in vita mentre l’Homo Sapiens stava già colonizzando il continente, il che significa che i nostri antenati hanno incontrato creature che oggi definiremmo aliene, ma che erano umane a tutti gli effetti. Il ritrovamento spazza via l’idea che l’evoluzione sia stata una linea retta e solitaria. Al contrario, il nostro passato somiglia sempre di più a un intricato “Trono di Spade” preistorico, dove diverse specie umane lottavano, si incrociavano e cercavano di sopravvivere nello stesso territorio.

La recente identificazione dell’Homo juluensis rappresenta un tassello fondamentale per comprendere la complessa rete di popolazioni che abitavano l’Asia durante il Pleistocene medio e superiore. Secondo lo studio pubblicato su Nature Communications, questa specie non è solo un ritrovamento isolato, ma la prova che diverse linee evolutive umane hanno convissuto e interagito per millenni in un’area geografica vastissima. Le analisi morfologiche dei resti fossili indicano una combinazione unica di tratti arcaici e moderni, suggerendo che l’Homo juluensis possa essere strettamente imparentato con i Denisoviani. Questa scoperta obbliga i paleoantropologi a superare il vecchio modello di evoluzione lineare, sostituendolo con una visione molto più articolata e ramificata, in cui il Sud-est asiatico fungeva da vero e proprio laboratorio evolutivo per il genere Homo.

Fonte: https://www.nature.com/articles/s41467-024-54157-w