Le recenti fluttuazioni termiche registrate nel settore orientale dell’Antartide (Bacino di Wilkes) hanno innescato una risposta dinamica della calotta glaciale, rendendo accessibili strati geofisici precedentemente schermati da spessori proibitivi. Una missione congiunta di telerilevamento, denominata “Polar Horizon 2026“, ha impiegato la tecnologia MCoRDS (Multichannel Coherent Radar Depth Sounder), rilevando una discontinuità strutturale a una profondità di circa 320 metri. L’anomalia non presenta le caratteristiche tipiche del basamento cristallino precambriano: i dati riflettono una configurazione geometrica ortogonale con pareti verticali di circa 45 metri, suggerendo un’origine che sfida i modelli di erosione subglaciale standard.
Le analisi gravimetriche condotte tramite sensori aviotrasportati indicano un eccesso di massa localizzato, coerente con la presenza di materiali ad alta densità come il basalto lavorato o il calcare compatto. La firma radar, elaborata tramite algoritmi di inversione sismica, ha restituito l’immagine di un perimetro poligonale che si estende per oltre 1,2 chilometri quadrati. Mentre la geologia classica ipotizza una formazione di columnar jointing (basalto colonnare) di proporzioni bibliche, la regolarità delle intersezioni murarie ha spinto alcuni membri del team di ricerca a ipotizzare una struttura di contenimento o una fondazione risalente a un periodo interglaciale remoto, quando l’Antartide non era ancora prigioniera dei ghiacci.
Per visualizzare questa scoperta incredibile, immaginiamo che il continente antartico sia come una gigantesca torta a strati ricoperta da una glassa bianca spessa e dura (il ghiaccio). Nessuno ha mai visto cosa c’è sul fondo della teglia. Tuttavia, usando una sorta di “ecografia a raggi X” molto potente, gli scienziati hanno trovato qualcosa che non è un grumo di impasto o una briciola: hanno trovato una forma che somiglia a una costruzione di mattoncini perfettamente squadrata e liscia. È come se qualcuno avesse appoggiato un oggetto solido e geometrico sul fondo prima di versare la glassa. Il calore di oggi sta sciogliendo quella glassa, e per la prima volta stiamo iniziando a vedere i bordi di questo “oggetto” misterioso che è rimasto al buio per milioni di anni.
I carotaggi preliminari effettuati nel perimetro esterno dell’anomalia hanno restituito frammenti di sedimenti lacustri contenenti pollini di specie arboree estinte, confermando che l’area era un ecosistema temperato circa 15 milioni di anni fa. Tuttavia, la struttura rilevata sembra sovrapporsi a questi strati, suggerendo una cronologia ancora incerta. Se le prossime scansioni a risonanza magnetica confermeranno la presenza di cavità interne regolarmente distribuite, la missione del 2026 potrebbe trasformarsi da una semplice indagine geologica ad una scoperta storica.
In sostanza, i radar hanno individuato una struttura solida e massiccia nascosta sotto oltre 300 metri di ghiaccio in Antartide. A differenza delle normali rocce sotterranee, che hanno forme irregolari e casuali, questa scoperta presenta pareti lisce e angoli retti molto precisi.
Si tratta di un complesso enorme che è rimasto sigillato e protetto dal gelo per milioni di anni. Ora che il ghiaccio in superficie si sta assottigliando a causa delle temperature più alte, gli strumenti scientifici sono riusciti a vederne i contorni per la prima volta. La regolarità di questa forma ha sorpreso gli esperti perché è molto raro che la natura, da sola, riesca a creare blocchi così geometrici e simmetrici, anche se non impossibile. L’ipotesi più accreditata dai ricercatori (come riportato dai bollettini di marzo 2026) è quella di un plateau vulcanico antico o di un blocco di crosta continentale rimasto intrappolato durante la formazione del continente, la cui forma regolare è dovuta a processi geologici naturali ma rari (come il basalto colonnare).
https://nsidc.org/data/icebridge




