Due antiche sepolture dalle origini misteriose emergono in Spagna

Un uomo medievale sepolto in un antico dolmen spagnolo rivela origini genetiche miste, ma resta il mistero sulle sue credenze religiose.

Nel sud della Spagna, durante il Medioevo, due uomini furono sepolti in un luogo carico di storia: il Dolmen di Menga, un imponente monumento megalitico risalente al IV millennio a.C., costruito quindi migliaia di anni prima delle loro morti. La scoperta delle due sepolture, avvenuta nel 2005 all’ingresso del sito, ha aperto una finestra affascinante su un passato in cui epoche e culture diverse si sovrappongono. Le analisi archeologiche hanno datato le sepolture tra l’VIII e l’XI secolo, nel pieno periodo di Al-Andalus, quando la penisola iberica era caratterizzata da una straordinaria varietà culturale e religiosa. In questo contesto convivevano Islam, Cristianesimo, Ebraismo e pratiche pagane, dando vita a una società complessa e dinamica.

Uno dei due individui, morto oltre i 45 anni, è stato oggetto di un’analisi genetica approfondita. I risultati hanno rivelato un’ascendenza mista: europea, nordafricana e mediorientale. Questo dato non sorprende gli studiosi, poiché il Mediterraneo era già da secoli un’area di intensi scambi commerciali e culturali. Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani avevano contribuito a creare una rete di contatti che facilitava la mobilità delle persone e la mescolanza genetica. Inoltre, con l’arrivo del dominio islamico a partire dal 711 d.C., i collegamenti tra la penisola iberica e il Nord Africa si intensificarono ulteriormente. Ancora più interessante è il fatto che il DNA dell’uomo mostri legami con popolazioni attuali del Nord Africa, inclusi individui in Marocco e Algeria, suggerendo una continuità genetica che attraversa i secoli. Il secondo individuo, anch’egli adulto, non ha invece potuto fornire informazioni genetiche a causa del cattivo stato di conservazione dei resti.

Nonostante queste scoperte sulle origini, resta un enigma fondamentale: quale religione praticavano questi uomini? Le modalità di sepoltura offrono indizi, ma nessuna risposta definitiva. Entrambi furono deposti in semplici fosse, senza oggetti funerari, con il corpo orientato in modo particolare: le teste rivolte lungo l’asse del dolmen e i volti orientati verso sud-est. Questo dettaglio potrebbe richiamare la direzione della Mecca, suggerendo un’influenza islamica, ma l’allineamento generale non coincide con le pratiche funerarie islamiche tipiche dell’epoca. Gli studiosi ipotizzano quindi che si possa trattare di una forma di sincretismo religioso. Il fatto che i due uomini siano stati sepolti proprio all’ingresso di un monumento già antichissimo all’epoca potrebbe indicare una forma di venerazione del luogo stesso. Il dolmen, forse percepito come una sorta di grotta o spazio sacro, potrebbe aver mantenuto un significato simbolico anche in epoca medievale, integrandosi con nuove credenze religiose.

Questo caso rappresenta un esempio emblematico della complessità della Spagna medievale, dove identità culturali, origini genetiche e pratiche religiose si intrecciavano in modi non sempre facilmente interpretabili. Pur avendo fatto luce sulle radici biologiche di questi individui, la loro visione del mondo e le loro convinzioni spirituali restano ancora avvolte nel mistero, offrendo agli studiosi nuovi spunti di ricerca e riflessione.