5.000 anni fa una donna potrebbe aver governato l’Egitto come un vero re

Una fotografia di un reperto scomparso ha permesso ai ricercatori di rileggere un'iscrizione che potrebbe chiarire il ruolo di una potente sovrana.

5.000 anni fa una donna potrebbe aver governato l’Egitto come un vero re

Una nuova analisi di un’antica iscrizione riapre il caso di Meretneith, una delle figure femminili più importanti dell’Egitto della Prima Dinastia.

Circa 5.000 anni fa, quando l’Egitto dei faraoni era ancora agli inizi, una donna potrebbe aver occupato una posizione che per lungo tempo gli storici hanno associato quasi esclusivamente agli uomini. Il suo nome era Meretneith e nuove analisi di un’antica iscrizione suggeriscono che potrebbe essere stata riconosciuta come sovrana a pieno titolo.

La sua storia è già particolare. Meretneith visse durante la Prima Dinastia, intorno al 3000 a.C., e possedeva un monumentale complesso funerario ad Abydos, all’interno della necropoli reale. Le sue dimensioni e la ricchezza dei reperti sono paragonabili a quelle delle tombe dei sovrani maschi dell’epoca. Gli archeologi sanno inoltre che ricoprì importanti incarichi amministrativi e che il suo nome compare in diversi documenti e sigilli reali.

Il problema è capire quale fosse esattamente il suo ruolo politico.

Per anni gli egittologi hanno discusso se Meretneith fosse stata una reggente, una coreggente oppure una sovrana indipendente. Ora un gruppo di ricercatori ha riesaminato una fotografia in bianco e nero risalente a diversi decenni fa, che mostra un reperto oggi scomparso: un tappo di fango utilizzato per chiudere un recipiente.

L’oggetto era stato trovato negli anni Quaranta a Saqqara insieme ad altri tappi simili. Della sua iscrizione è rimasta soltanto una fotografia conservata negli archivi della Egypt Exploration Society. La qualità dell’immagine era però troppo scarsa per permettere una lettura sicura dei geroglifici.

I ricercatori hanno quindi utilizzato una nuova tecnica digitale per aumentare il contrasto, isolare i simboli e ricostruire graficamente l’iscrizione. Il risultato ha permesso di distinguere quattro serekh, gli emblemi rettangolari utilizzati nell’antico Egitto per identificare i sovrani.

Secondo la nuova analisi, i due simboli centrali della fotografia sono compatibili con il nome di Meretneith. Se questa interpretazione è corretta, la donna sarebbe stata associata direttamente al serekh reale, lo stesso simbolo utilizzato per identificare i sovrani maschi della Prima Dinastia. Gli autori dello studio sostengono quindi che Meretneith possa essere considerata una vera sovrana, e non semplicemente una regina o una reggente.

Non è però una conclusione arrivata dal nulla. Il suo complesso funerario, i sigilli reali e altre iscrizioni avevano già fornito numerosi indizi sulla sua enorme influenza politica. Alcune ricostruzioni suggeriscono che Meretneith abbia esercitato una forma di autorità per almeno 30 anni, anche attraverso ruoli differenti nel corso della sua vita.

La nuova ricerca non chiude definitivamente la questione, ma aggiunge un elemento importante a un dibattito archeologico iniziato più di un secolo fa. Se l’interpretazione dell’iscrizione verrà confermata, Meretneith potrebbe essere considerata una delle prime donne ad aver governato l’Egitto con lo stesso status formale dei sovrani uomini.

Una scoperta che mostra anche quanto possa essere importante un documento apparentemente secondario: in questo caso, una vecchia fotografia di un reperto perduto potrebbe contribuire a riscrivere un capitolo della storia dell’antico Egitto.

https://gizmodo.com/a-woman-ruled-ancient-egypt-as-king-5000-years-ago-research-claims-2000812520

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