Il consumo elevato di fruttosio è stato collegato alla progressione del cancro, poiché il fegato converte il fruttosio alimentare in nutrienti che alimentano la crescita dei tumori. Questa scoperta ha importanti implicazioni per la cautela alimentare e potenziali nuovi trattamenti contro il cancro.
Il fruttosio è diventato sempre più diffuso negli ultimi decenni, principalmente a causa dell’ampio utilizzo di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio come dolcificante in bevande e cibi ultra-processati. Una recente ricerca dell’Università di Washington a St. Louis ha rivelato che il fruttosio alimentare promuove la crescita dei tumori in modelli animali di melanoma, cancro al seno e cancro cervicale.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature il 4 dicembre, ha evidenziato che il fegato converte il fruttosio in nutrienti utilizzabili dalle cellule tumorali, aprendo nuove prospettive per la cura e il trattamento di diversi tipi di cancro.
Secondo Gary Patti, professore di chimica presso la Facoltà di Arti e Scienze e professore di genetica e medicina presso la Scuola di Medicina di WashU, l’idea di affrontare il cancro attraverso la dieta è intrigante. La ricerca ha dimostrato che il fruttosio non viene direttamente utilizzato dai tumori, ma viene trasformato in nutrienti dal fegato per le cellule tumorali.

Utilizzando la metabolomica, i ricercatori hanno scoperto che il consumo elevato di fruttosio aumenta la disponibilità di lipidi circolanti nel sangue, che sono essenziali per la crescita delle cellule tumorali. Questo meccanismo è stato riscontrato in diversi tipi di cancro in vari tessuti del corpo.
Il fruttosio, simile al glucosio nella struttura chimica, è diventato popolare nell’industria alimentare per la sua dolcezza superiore. Il suo consumo è aumentato significativamente, con il fruttosio che si trova in molti cibi processati.
La ricerca ha evidenziato che il fruttosio alimentare promuove la crescita dei tumori senza influenzare il peso corporeo, la glicemia o i livelli di insulina. I tumori hanno dimostrato una maggiore crescita quando esposti a una dieta ricca di fruttosio.
Le cellule tumorali non metabolizzano direttamente il fruttosio, ma il fegato lo trasforma in nutrienti che possono essere utilizzati dalle cellule tumorali. Questo meccanismo fornisce alle cellule tumorali i lipidi necessari per la loro crescita incontrollata.
La ricerca ha anche evidenziato che le cellule tumorali preferiscono assorbire i lipidi dall’ambiente circostante anziché produrli autonomamente. Le LPC, tra le specie lipidiche identificate, sono fondamentali per sostenere la crescita dei tumori.
Il consumo crescente di fruttosio alimentare negli ultimi decenni ha sollevato interrogativi sul suo impatto sull’incidenza del cancro, specialmente tra le persone sotto i 50 anni. Gli autori della ricerca stanno esplorando possibili connessioni tra il consumo di fruttosio e l’incidenza dei tumori.
La ricerca potrebbe aprire nuove prospettive per lo sviluppo di terapie che mirano a impedire al fruttosio di favorire la crescita dei tumori, anche attraverso l’uso di farmaci. Questo approccio potrebbe rappresentare un’alternativa per trattare il cancro, mirando al metabolismo delle cellule sane.
Gli autori dello studio stanno collaborando con partner clinici per esplorare uno studio clinico legato al fruttosio nella dieta, con l’obiettivo di migliorare la vita dei pazienti affetti da cancro.


