Il sistema solare si prepara a un evento astronomico di rara intensità: il passaggio della cometa C/2026 A1 (MAPS), un oggetto celeste che proprio in queste ore, alla fine di marzo 2026, sta entrando nella fase più critica del suo viaggio. Scoperta all’inizio di gennaio dal programma di monitoraggio MAPS in Cile, questa cometa appartiene alla celebre famiglia delle “sungrazers” di Kreutz, frammenti di un unico, immenso corpo celeste andato in frantumi oltre un millennio fa. La sua particolarità risiede nella distanza ravvicinata dal Sole: il 4 aprile 2026, sabato santo, la cometa passerà a soli 160.000 chilometri dalla superficie solare, una distanza infinitesimale che la sottoporrà a temperature e forze gravitazionali estreme.
Attualmente situata nella costellazione della Balena, la C/2026 A1 ha mostrato un comportamento imprevedibile. Dopo un rallentamento della luminosità a metà marzo, il nucleo ha subito un improvviso “flare” (un aumento di attività) tra il 24 e il 25 marzo, balzando a una magnitudine di circa 6.6-7.0, rendendosi visibile con piccoli telescopi o binocoli. Le analisi effettuate dal telescopio spaziale James Webb indicano un nucleo di circa 400 metri di diametro, una dimensione che la pone in bilico tra la sopravvivenza e la completa vaporizzazione. Se riuscirà a superare indenne il perielio del 4 aprile, la cometa potrebbe diventare visibile a occhio nudo, raggiungendo una magnitudine paragonabile a quella di Venere o addirittura superiore, con una coda che potrebbe estendersi per diversi gradi nel cielo del crepuscolo.
Mentre gli osservatori dell’emisfero australe godono attualmente della posizione migliore, l’attenzione globale è rivolta alla finestra temporale tra il 6 e il 10 aprile, quando, in caso di sopravvivenza del nucleo, la cometa riemergerà dal bagliore solare diventando un oggetto spettacolare anche per le latitudini settentrionali, seppur bassa sull’orizzonte. Gli astronomi del Bureau of Meteorology e del SOHO stanno monitorando ogni variazione, poiché la frammentazione del nucleo sotto l’immenso calore solare potrebbe creare una “coda senza testa” o un’esplosione di polveri luminose di incredibile bellezza.
In breve, siamo di fronte a una vera e propria scommessa celeste: una “palla di neve sporca” che sta sfidando il calore infernale del Sole per regalarci uno spettacolo unico; questo significa che i prossimi giorni saranno decisivi per capire se la C/2026 A1 si scioglierà nel nulla come un cubetto di ghiaccio su una piastra rovente o se diventerà la “grande cometa” del 2026, trasformando il cielo di Pasqua in un palcoscenico di luci e polveri stellari visibili da chiunque sappia dove guardare.
