I Neanderthal, i nostri antenati, potrebbero aver utilizzato una sostanza appiccicosa non solo come collante, ma anche come trattamento per le ferite, anticipando di circa 200.000 anni le pratiche della medicina moderna. Questa scoperta proviene da uno studio condotto da un team di ricercatori di diverse istituzioni, tra cui l’Università di Colonia e l’Università di Oxford. Gli scienziati hanno già documentato l’uso del catrame di betulla da parte dei Neanderthal, una sostanza viscosa estratta dalla corteccia di betulla, utilizzata per incollare le punte delle lance ai manici. Questa sostanza è stata rinvenuta in numerosi siti archeologici in Europa e ha avuto molteplici applicazioni, come sigillante per contenitori d’acqua e ingrediente in prodotti moderni come il chewing gum.
Le scoperte sui Neanderthal e il catrame di betulla
Tjaark Siemssen, archeologo presso l’Università di Colonia, spiega che accanto a queste scoperte emergono sempre più evidenze di pratiche medicinali e dell’uso di piante da parte dei Neanderthal. Questo ha spinto i ricercatori a indagare sull’uso del catrame di betulla in un contesto terapeutico. Durante lo studio, i ricercatori hanno ricreato il catrame di betulla utilizzando ingredienti e tecniche che potrebbero essere state impiegate dai Neanderthal stessi. Un team della Cape Breton University ha condotto test biologici per confermare le potenzialità medicinali di questa sostanza.

White et al., Proc. R. Soc. B, 2025
Proprietà antibatteriche del catrame di betulla
I risultati hanno dimostrato che il catrame prodotto dai Neanderthal possiede anche proprietà antibatteriche. I ricercatori hanno raccolto corteccia da due specie di betulle, ampiamente documentate nel periodo tardo Pleistocene. Hanno applicato tre metodi di estrazione per trasformare la corteccia in un composto appiccicoso. I metodi includevano il riscaldamento della corteccia in un contenitore e tecniche ispirate alle pratiche dei Neanderthal. I campioni ottenuti hanno mostrato un’attività antibatterica variabile, ma complessivamente positiva contro lo Staphylococcus aureus, un batterio noto per causare infezioni nelle ferite.
Utilizzo storico e potenziale futuro del catrame di betulla
Non sorprende che il catrame non si sia rivelato efficace quanto l’antibiotico Gentamicina, ma i risultati suggeriscono che le popolazioni antiche potessero utilizzare il catrame di betulla per trattare specifiche ferite o condizioni cutanee a rischio di infezione. Gli scienziati affermano che il catrame di betulla tende a diffondersi facilmente e che una piccola quantità può coprire un’area significativa di pelle. Questa conoscenza antica potrebbe rivelarsi utile nella lotta contro le infezioni resistenti agli antibiotici, poiché il catrame ha dimostrato di essere efficace contro S. aureus, un patogeno noto per la sua resistenza agli antibiotici.
Conclusioni sulla ricerca e il futuro della medicina
Questi risultati indicano che potrebbe essere vantaggioso esplorare antibiotici mirati provenienti da contesti etnografici o epoche preistoriche. La storia della medicina potrebbe seguire un ciclo, suggerendo che quando le nuove terapie diventano inefficaci, potrebbe essere utile guardare a soluzioni antiche. Questa ricerca è stata pubblicata sulla rivista PLOS One e rappresenta un passo importante nella comprensione delle pratiche mediche dei Neanderthal e del loro potenziale impatto sulla medicina moderna.
