Nagatitan: l’ultimo grande sauropode del sud-est asiatico

Scoperta straordinaria di un dinosauro gigante in Thailandia

Un colosso preistorico, le cui dimensioni equivalgono a quelle di ben nove elefanti, è emerso dalle terre della Thailandia. Questo straordinario dinosauro, noto come Nagatitan chaiyaphumensis, visse oltre 100 milioni di anni fa, durante il Cretaceo inferiore. Classificato come un sauropode, Nagatitan era caratterizzato da un lungo collo, una coda imponente e un insaziabile appetito per la vegetazione, simile a quello del famoso Dippy. Le stime indicano che il suo peso potesse raggiungere le 28 tonnellate, con una lunghezza di circa 27 metri. Un esemplare di tali proporzioni risulta essere più di 10 tonnellate più pesante del noto Diplodocus, soprannominato Dippy, rendendo Nagatitan il più grande dinosauro mai scoperto nel sud-est asiatico. Tuttavia, se paragonato al Patagotitan, un altro sauropode che si stima pesasse circa 70 tonnellate e che è considerato il più grande animale terrestre mai esistito, Nagatitan appare come un gigante relativamente modesto.

I ricercatori rivelano un dinosauro straordinario, delle dimensioni di quasi 10 elefanti
Un’illustrazione che mostra lo scheletro di

Etimologia del Nome Nagatitan

L’etimologia del nome Nagatitan è affascinante e ricca di significato. La parte “Naga” si riferisce a serpenti d’acqua mitologici, figure ricorrenti nel folklore asiatico e nella tradizione buddista. “Titan”, invece, trae origine dai Titani, le divinità primordiali della mitologia greca. Infine, “chaiyaphumensis” indica la provincia di Chaiyaphum in Thailandia, luogo in cui sono stati rinvenuti i resti fossili. Questa combinazione di elementi culturali e geografici rende il nome Nagatitan non solo scientifico, ma anche profondamente simbolico.

I ricercatori rivelano un dinosauro straordinario, delle dimensioni di quasi 10 elefanti
Le figure a-e mostrano altri resti non sauropodi trovati nella stessa area. La figura f rappresenta l’assemblaggio faunistico noto dalla Formazione di Khok Kruat, con

Scoperta e Analisi dei Resti Fossili

Un recente studio, frutto della collaborazione tra ricercatori thailandesi e l’University College London (UCL), ha rivelato che i resti di Nagatitan sono stati scoperti nel 2016, ai margini di uno stagno prosciugato nel nord-est della Thailandia. Per analizzare in dettaglio e in sicurezza le ossa, i ricercatori hanno impiegato una tecnica di scansione superficiale, creando modelli tridimensionali che hanno facilitato lo studio del materiale sia in Thailandia che presso l’UCL. Paul Upchurch, paleobiologo all’UCL e coautore dello studio, ha commentato: “La scansione e la stampa 3D ci hanno permesso di esaminare il campione e raccogliere dati senza la necessità di spostamenti”. Questo approccio innovativo ha aperto nuove strade nella ricerca paleontologica.

Collezione Completa di Ossa e Significato

Rispetto ad altri fossili di dinosauri, Nagatitan presenta una collezione piuttosto completa di ossa, che mostrano alcune differenze morfologiche rispetto ad altri sauropodi noti. Il ritrovamento includeva otto vertebre, cinque costole, parti del bacino, un omero e un femore, oltre a vari frammenti indeterminati. Questo dinosauro è stato definito un “endling”, un termine che indica l’ultimo esemplare di una specie. I ricercatori lo hanno soprannominato “l’ultimo titano” poiché è stato rinvenuto nella Formazione Khok Kruat, la più giovane regione stratigrafica in Thailandia contenente fossili di dinosauri. Questa formazione è nota per la sua ricca varietà di fossili, che includono squali, tartarughe, pterosauri, coccodrilli ancestrali e temibili teropodi predatori, tra cui un predatore dentato lungo otto metri. La scoperta di Nagatitan offre una visione unica della biodiversità preistorica.

Ambiente e Adattamenti di Nagatitan

Durante il Cretaceo inferiore, l’area in cui viveva Nagatitan potrebbe aver presentato un paesaggio di arbusteti e savane, attraversato da un sistema fluviale meandrante. Mentre i rettili volanti si tuffavano per catturare pesci nelle acque, Nagatitan era in grado di immergere il suo lungo collo per inghiottire enormi quantità d’acqua. Questi sauropodi sembrano essersi adattati bene all’aumento delle temperature, nonostante le loro dimensioni imponenti. È possibile che avessero sviluppato una grande superficie corporea per dissipare il calore. Tuttavia, il paesaggio subì cambiamenti drammatici, segnando la fine dell’era dei dinosauri nel sud-est asiatico. La comprensione di questi adattamenti è fondamentale per la nostra conoscenza dell’evoluzione dei dinosauri.

Conclusioni e Riflessioni sul Ritrovamento

Thitiwoot Sethapanichsakul, paleontologo all’UCL e primo autore dello studio, spiega: “Le rocce più giovani depositate verso la fine dell’era dei dinosauri sono improbabili contengano resti di dinosauri, poiché la regione era diventata un mare poco profondo. Pertanto, Nagatitan potrebbe rappresentare l’ultimo o il più recente grande sauropode che troveremo nel sud-est asiatico”. Questo ritrovamento non è solo significativo come “ultimo”, ma rappresenta anche un entusiasmante primo per i suoi scopritori. “Sono sempre stato un bambino appassionato di dinosauri”, confida Sethapanichsakul. “Questo studio non solo stabilisce una nuova specie, ma realizza anche una promessa d’infanzia di dare il nome a un dinosauro”. La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports, contribuendo così a una comprensione più profonda della biodiversità preistorica e dell’evoluzione dei dinosauri.