A Pompei, in una casa di via dell’Abbondanza, gli archeologi hanno trovato un armadietto di legno che custodiva una collana con almeno 24 amuleti, oltre a oggetti di uso quotidiano e 38 monete di bronzo. L’abitazione si trova nel centro della città e le iscrizioni rinvenute al suo interno fanno pensare che appartenesse a Cornelio Massimo.

La scoperta è stata riferita da Reuters. «Non possiamo ricostruire con certezza l’identità di chi viveva nella casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla loro vita quotidiana», ha dichiarato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei.
Secondo i ricercatori, l’armadietto conteneva una collana di crepundia, piccoli amuleti realizzati in osso, pasta vitrea, terracotta e cristallo di rocca. Alcuni raffigurano le divinità Bes e Mercurio; altri hanno la forma di manine, piedini, pigne e grappoli d’uva in miniatura. Gli oggetti erano rimasti nella casa quando l’eruzione del Vesuvio distrusse Pompei nel 79 d.C.

La collana potrebbe essere stata indossata da un bambino come protezione. Il tintinnio degli amuleti, inoltre, avrebbe potuto aiutare chi si prendeva cura di lui a tenerlo d’occhio: si tratta però di un’ipotesi sul loro possibile uso.
Nell’armadietto sono stati trovati anche pinzette, un piccolo flacone di vetro che poteva contenere profumo o unguento, un bruciaprofumi, un recipiente da cucina e altri contenitori in bronzo, vetro e ceramica. I pesi di piombo conservati in una scatola di legno sarebbero stati usati per il commercio. Un piccolo contenitore intrecciato custodiva invece 38 monete di bronzo. Una scoperta simile è quella del baule ritrovato a Pompei, rimasto chiuso per circa duemila anni.
«Pompei non è soltanto un luogo di grandi opere d’arte», ha detto Zuchtriegel. «È anche un luogo in cui gli oggetti più comuni restituiscono la dimensione umana del passato».
Fonte: archaeology.org


