Archaeopteryx, una delle prime forme di proto-uccelli del mondo e da lungo tempo considerato un fossile chiave nella transizione evolutiva dai dinosauri agli uccelli, possedeva una serie di caratteristiche straordinarie mai osservate prima, secondo uno studio pubblicato il 2 febbraio sulla rivista The Innovation e riportato da Live Science. I ricercatori che hanno esaminato con tecniche avanzate un esemplare conservato al Field Museum di Chicago hanno scoperto dettagli finora invisibili nel cranio di questo animale vissuto circa 150 milioni di anni fa nell’area dell’attuale Germania, suggerendo che alcuni tratti tipici degli uccelli moderni erano già presenti nel tardo Giurassico e potrebbero avere avuto un ruolo nel modo in cui Archaeopteryx si procurava e manipolava il cibo
Queste nuove evidenze rappresentano la prima documentazione di tali tratti nel registro fossile, suggerendo che molte delle strategie che gli uccelli moderni usano per cercare e ingerire cibo possano risalire alle prime fasi dell’evoluzione aviaria. Le papille orali aiutano gli uccelli a afferrare le prede e a guidare il cibo verso la gola senza che cada nella trachea, mentre una lingua flessibile aumentava la capacità di manipolare il cibo. La presenza di strutture simili a organi sensoriali nella punta del becco potrebbe aver aiutato Archaeopteryx a esplorare il terreno o la vegetazione alla ricerca di cibo. Secondo gli autori dello studio, queste scoperte indicano un cambiamento nelle capacità alimentari dei dinosauri proprio attorno all’origine degli uccelli e pongono l’interessante possibilità che l’evoluzione di tali tratti sia stata spinta dalle richieste energetiche legate all’emergere del volo attivo alimentato dalle piume. Anche se non è certo che Archaeopteryx fosse un diretto antenato degli uccelli moderni, rappresenta il più antico dinosauro noto con prove affidabili di un volo guidato dalle piume, probabilmente limitato a brevi scatti di volo. Un paleontologo non coinvolto nello studio ha commentato che i risultati sono affascinanti e meritano ulteriori indagini su altri esemplari di Archaeopteryx e specie affini, pur sottolineando cautela nell’interpretare alcune delle strutture come adattamenti specifici al volo, poiché la relazione tra dieta, energia e capacità di volo è complessa e richiede ulteriori dati.
